«Valanga di terra sul parco dalla pista della Quintana»

MONSELICE. «Smantellare adesso l’ex pista per la Quintana nell’area verde del Parco Buzzaccarini, proprio all’inizio della stagione primaverile, porta a chiedersi se una scelta del genere sia frutto dell’inadeguatezza dell’amministrazione comunale o se sia un dispetto alle centinaia di famiglie che popolano il prato del parco»: a porsi il quesito è Andrea Bernardini, consigliere del M5S.
I lavori, avviati 18 mesi dopo l’ultimo utilizzo della pista, ricorda Bernardini, comportano la distribuzione di tonnellate di terra nello spazio restante, fino a ridosso di panchine e giostrine: «Risulterebbe sommerso, oltre al passaggio per i mezzi, tutto il manto erboso, compromettndolo per tutta la stagione estiva».
Non tarda ad arrivare la risposta del Comune: «I lavori sono stati concordati con la gestione del parco» spiega l’ingegnere Mario Raniolo dell’Ufficio Tecnico, «e prima di movimentare il terreno abbiamo fatto tre analisi al fine di verificare l’eventuale presenza di sostanze inquinanti, analisi risultate poi negative. Questo terreno “buono” verrà steso nel parco nelle aree “in depressione” e poi si procederà alla semina dell’erba. Portare via tutto quel terreno avrebbe comportato l’ingresso di mezzi pesanti che avrebbero rovinato il parco, risultando inoltre un notevole impegno economico».
La paura del consigliere M5S è dettata da quelli che definisce «tristi esempi» della storia recente della città: «Ricordo l’epilogo del vecchio campo da calcio a San Bortolo sommerso da una piazza per lo più inutilizzata, costata alla collettività un sacco di soldi». Secondo Bernardini l’amministrazione non si farebbe scrupoli: «Sostituirebbe un prato dove far correre bambini con un nuovo supermercato o una inutile distesa di cemento».
I lavori di manutenzione del parco sono stati affidati dal Comune alla ditta Bovo Claudio che dovrebbe spargere 1000 metri cubi di materiale terroso depositato negli anni su tutta l’area del parco per poi rullarlo e seminarlo. «Ribadisco che i gestori del parco» conclude il sindaco Lunghi «sono sempre stati coinvolti nella progettazione dell’intervento».
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