Venezia, restaurate le stanza di Sissi: saranno visitabili

Nove sale appena restaurate dell’ala napoleonica del Museo Correr: erano le stanze in cui trascorreva i suoi soggiorni in Laguna la «principessa triste»
Pellicani Interpress/M.Tagliapietra Venezia 22.06.2012.- Palazzo Reale: riaprono le sale di "Sissi".
Pellicani Interpress/M.Tagliapietra Venezia 22.06.2012.- Palazzo Reale: riaprono le sale di "Sissi".

VENEZIA. Bellissimi e giovanissimi. Nel 1856 la coppia più discussa del momento sbarcava a Venezia tra le chiacchiere e lo scontento della città. Nonostante i manifesti affissi cercassero di addolcirne l’arrivo scrivendo che avrebbero letiziato il popolo con la loro augusta presenza, l’umore generale era a terra. Nessuno voleva vedere dal vivo Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach, la celebra principessa Sissi, e il suo consorte, Francesco Giuseppe I d’Austria. Eppure, quando la Kate Wimbledon dell’Ottocento, dimostrò di dare buoni consigli al suo Charles, togliendo alcune restrizione che gravavano sui cittadini, anche i veneziani si ammorbidirono.

Tracce della sua presenza si potranno vedere dal 10 luglio nelle nove sale appena restaurate a Palazzo Reale, l’ala napoleonica del Museo Correr, grazie all’intervento sostenuto dal Comité Français pour la Sauvegarde de Venise. Le sale sono soltanto una parte di un restauro più ampio che verrà continuato nelle altre 14 stanze, dove non mancano passaggi segreti che uniscono un piano all’altro. La parte restaurata riguarda proprio gli appartamenti nei quali Sissi svolgeva la sua vita da Imperatrice, tra incontri ufficiali e momenti di risposo, magari nello stupendo boudoir. Decorato con mughetti e fiordalisi dall’ornatista Giovanni Rossi, la stanza da toilette risalta per la presenza di un dipinto, La toletta di Venere, che il cognato Massimiliano fece realizzare appositamente per lei.

Il primo viaggio a Venezia, nel 1856, la vide protagonista di contestazioni e malumori, soprattutto quando doveva apparire in occasioni pubbliche, come al Teatro La Fenice. Tuttavia, dalle testimonianze sembra che abbia trascorso molto tempo nelle sale che si affacciano ai Giardini Reali con vista sulla Giudecca e sulla Chiesa delle Zitelle. «Per noi è un’acquisizione straordinaria - afferma la direttrice dei Musei Civici Gabriella Belli - perché rappresenta una testimonianza di un secolo che ha una storia di luci e ombre, ma soprattutto è la storia di diversi stili che fanno i conti con questo neoclassicismo». Le sale cambiano a seconda dell’ora del giorno, non solo per l’effetto della luce sugli stucchi e sulle decorazioni dorate, ma anche per la stupenda tappezzeria color rosso e oro, donata da Rubelli sul modello di quella antica. L'arredamento è stato ricostruite in base agli elementi segnati nell’inventario, custodito negli archivi. Alcuni pezzi sono originali, altri invece ne copiano il modello. Un dipinto raro che sappiamo si trovasse nella cappella di Palazzo Reale e che ora si trova nella sala dove la principessa dormiva, è una deposizione a opera di Carletto Cagliari, figlio di Paolo Veronesi, che venne eseguito per una chiesa del bellunese. Uccellini, scene classiche e fiori decorano i soffitti lasciando immaginare il lusso e lo sfarzo in cui viveva l’infelice Sissi che non riuscì mai a sopportare la rigidità dell’ambiente regale, fatto di regole e imposizioni, lontana da quella sensibilità che la caratterizzava.

L’incapacità di conciliare la vita di corte con quella della sua natura più libera e ribelle e la perdita della figlia Sofia, la portò ad ammalarsi, diventando anoressica. A Venezia venne tre volte: nel 1856 per alcuni mesi, poi nel 1861, dopo un litigio con la suocera e, infine, nel 1895, in occasione della Biennale di Venezia. Pugnalata nel 1898 dall’anarchico Luigi Lucheni, Sissi viene ancora oggi ricordata come una delle donne più amate dal pubblico.

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