Vetro di Murano made in Camposampiero
CAMPOSAMPIERO. Sono 8 le vetrerie che la Guardia di finanza ha visitato, sequestrando numerosi oggetti in vetro tra cui lampadari, soprammobili, vasi e altro. Secondo le «fiamme gialle», i titolari si sarebbero macchiati del reato di frode in commercio e vendita di prodotti con indicazioni mendaci perché vendevano oggetti in vetro, a Murano e a Venezia, senza indicarne l’origine diversa. Le fornaci in cui venivano prodotti sono a Robegano, Marcon e Camposampiero. I turisti che comperano quegli oggetti, invece, ritengono di acquistare prodotti creati nell’isola del vetro. I titolari delle piccole aziende hanno tutti presentato ricorso al Tribunale del riesame e i giudici veneziani hanno già fissato l’udienza per l’8 maggio: chiedono il dissequestro dei prodotti. In un caso, quello della «Murano Modern Glass», il Tribunale ha già accolto il ricorso, in cui il difensore segnala che non esiste una norma che impone l’indicazione «non muranese» dei manufatti in vetro venduti nell’isola e che i finanzieri non avevano rilevato marchi falsi sui prodotti commercializzati. Infine, il legale segnalava l’inesistenza di un marchio esclusivo a garanzia del prodotto in vetro di Murano, essendo stato creato solo un marchio regionale a libera adesione. È facile ritenere che gli altri ricorsi, l’8 maggio, finiranno nello stesso modo. La Guardia di finanza, comunque, prosegue le indagini, non limitandosi a colpire chi vende per vetro di Murano oggetti provenienti dalla Cina, come è già accaduto di scoprire anche a Venezia, ma anche le vetrerie che producono lampadari, soprammobili e altro in provincia di Venezia, aziende che spesso sono state costrette a lasciare Murano e a trasferirsi in terraferma perché nell’isola non sono riuscite a trovare una sistemazione per lo loro fornaci.
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