Via al nuovo ospedale Il 2 luglio si firma

Ci saranno Zaia, Rossi e la Degani, poi si passerà al reperimento dei fondi Tutta la rivoluzione assistenziale è funzionale a questo progetto
Di Fabiana Pesci
Treviso 20051122 IN FOTO IL DIRETTORE GENERALE USL 9 CLAUDIO DARIO (FOTOFILM/FotoFilm ) DARIO. Usl 9 Treviso Confermato
Treviso 20051122 IN FOTO IL DIRETTORE GENERALE USL 9 CLAUDIO DARIO (FOTOFILM/FotoFilm ) DARIO. Usl 9 Treviso Confermato

Una rivoluzione assistenziale che punta a un unico obiettivo, il nuovo ospedale di Padova. La sanità padovana si sta avvicinando a passi lenti, ma decisi, alla realizzazione della cittadella sanitaria di Padova Ovest. Il 2 luglio, alle 15.30, il presidente della Regione Luca Zaia sarà in via Giustiniani per presiedere la firma dell’atto che sancirà il via al progetto. Accordo di programma da una parte e schede di dotazione ospedaliera dall’altra rappresentano i pilastri su cui si fonda il rinnovamento della sanità padovana. Ieri il manager dell’azienda ospedaliera Claudio Dario, il direttore sanitario dell’Usl 16 Domenico Scibetta e il numero uno dell’Istituto oncologico veneto Pier Carlo Muzzio, hanno spiegato come si tradurranno le direttive impartite dalla Regione nelle strutture della città.

Via al nuovo ospedale.Nel corso dell’incontro con i vertici della sanità padovana è giunto l’annuncio che tra poco più di una settimana si concluderà l’iter burocratico che precede l’avvio dei lavori per la costruzione del nuovo ospedale. Il 2 luglio gli enti sottoscrittori del progetto si riuniranno in azienda ospedaliera per firmare l’accordo di programma. All’incontro saranno presenti il presidente Zaia, i manager Dario e Muzzio, il rettore del Bo Giuseppe Zaccaria, il sindaco Ivo Rossi e il presidente della Provincia Degani. La firma permetterà di passare alla fase due, il reperimento dei fondi (mancano 300 milioni: saranno chiesti al governo).

Nuovi reparti in azienda.Le schede di dotazione ospedaliera ridisegnano l’assetto assistenziale di via Giustiniani: addio a metà delle Chirurgie generali e delle Medicine, a un’unità di Ortopedia, di Otorinolaringoiatria, di Anatomia patologica, di Fisiopatologia Respiratoria, di Riabilitazione. «Le schede hanno sancito il ruolo dell’azienda ospedaliera quale Hub regionale», ha sottolineato Dario, «prossimo passo, la definizione dell’attività e lo studio di una nuova forma di finanziamento regionale sulla base di queste scelte». A fronte dei tagli, saranno attivate nuove strutture: Geriatria, Chirurgia dei trapianti di rene, epatobiliare e dei trapianti epatici, maxillofacciale e una Day surgery (la chirurgia senza ricovero) multidisciplinare. Verrà poi potenziata la Pediatria e sarà creata l’Unità operativa Grandi ustionati.

Usl 16. «Più territorio e meno ospedale», «sistema di cure graduali» e «nuove strutture intermedie» sono le linee guida tracciate da Scibetta per il rinnovamento dellUsl 16. «I distretti saranno ridotti, ma non verrà meno la capillarità», ha spiegato il direttore sanitario, «e i tagli ai posti letto per acuti saranno compensati dagli ospedali di comunità». Piove di Sacco è pronta a scendere in piazza contro i tagli, ma Scibetta sottolinea che non verrà meno l’assistenza, garantita da una week-surgery multidisciplinare.

Cresce lo Iov.«Le schede confermano che lo Iov è polo di riferimento regionale per l’Oncologia. I posti letto aumenteranno di dieci unità, passando da 110 a 120». Nell’arco di pochi anni l’Istituto oncologico veneto si è guadagnato il ruolo di quinto polo oncologico d’Italia», ha affermato Pier Carlo Muzzio.

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