Via Miazzo passa al Tar
SELVAZZANO. Enoch Soranzo “stoppa” i ricorrenti di via Miazzo e incassa un punto a favore: il ricorso al presidente della Repubblica promosso dai residenti M. B., B. C., F. C. sarà discusso dai magistrati del Tar anzichè a Roma, come era stato chiesto dal sindaco. Un duro colpo per le tasche dei ricorrenti che si vedranno così costretti a spendere una grossa cifra per le spese di giudizio, deposito, marche e oneri accessori vari, somme che non erano indispensabili per il parere del capo dello Stato.
I tre residenti di Feriole avevano presentato a febbraio un atto con il quale chiedevano fosse dichiarato l’annullamento previa sospensiva della comunicazione ricevuta dal Comune con la quale veniva loro data «comunicazione sommaria dell’indennità di esproprio» per le particelle di terreno ancora intestate a loro e sulle quali da oltre vent’anni è costruito l’incrocio con via Euganea. Non avendo gradito le modalità con le quali sono state effettuati questi atti, hanno opposto resistenza. L’amministrazione comunale ha ora dato mandato al proprio legale, l’avvocato Fulvio Lorigiola di Padova, domiciliato a Venezia dall’avvocato Francesco Curato, di procedere agli atti difensivi. I tre ricorrenti sono tutelati dall’avvocato Mauro Crosato, del Foro di Verona.
Ma quale scenario può derivare dalle decisioni dei giudici amministrativi di Venezia? Uno dei punti incerti è quello riferito ai lavori che sono stati avviati in questo periodo dal Comune su via Miazzo che, secondo le aspettative dei ricorrenti, avrebbero dovuto essere sospesi in attesa della sentenza di Roma. Nel caso di una risposta del Tar favorevole ai tre residenti, loro potrebbero chiedere che tutto sia rimesso come era prima dell’inizio del cantiere. Un dilemma che grava ora sull’amministrazione.(s.s.)
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