Vigili, senza Distretto niente contributo

Il Pd protesta e chiede spiegazioni al sindaco e al consigliere alla Sicurezza
POLIZIA LOCALE. Una Stazione mobile dei vigili di Vigonza
POLIZIA LOCALE. Una Stazione mobile dei vigili di Vigonza
 
VIGONZA.
Il Comune di Vigonza non ha aderito al distretto unico di polizia locale, e la Regione ha revocato il contributo di 167.470 euro di cui avrebbero beneficiato anche Cadoneghe, Vigodarzere e Noventa Padovana. I quattro Comuni, infatti, avrebbero dovuto costituirsi in forma associativa entro il 30 settembre 2009, così come programmato dal «piano di zonizzazione» della polizia locale del Veneto. Si sarebbe chiamato il Distretto PD2C. Ma Vigonza, che inizialmente aveva detto sì, ci ha poi ripensato e ha ritirato la sua adesione.  Era infatti emerso un problema di leadership, evidentemente non chiarito all'inizio: spettava a Cadoneghe, unica municipalità che poteva vantare un comandante dei vigili «con i gradi», essere il Comune capofila del Distretto. Una situazione inaccettabile per Vigonza, considerato il numero dei suoi abitanti rispetto a quelli di Cadoneghe. Aveva pesato anche il fatto che il comandante dei vigili di Cadoneghe era scivolato sull'ordine impartito ai suoi uomini di far cassa con le multe. La retromarcia di Vigonza, peraltro, era stata sancita l'anno scorso dal Consiglio con un voto di maggioranza.  Grande, ovviamente, il disappunto di Cadoneghe. Va detto però che il PD2C non è stato il solo Distretto a saltare: hanno detto no anche comuni come Verona e Bassano del Grappa, per motivi certamente diversi. La decisione della Regione di revocare il contributo per «mancato rispetto delle condizioni», ha suscitato la protesta di Andrea Levorato, consigliere comunale del Partito democratico. «E' un vero peccato perdere un contributo in un momento così difficile per i bilanci comunali - ha dichiarato - attendo spiegazioni dal sindaco e dal consigliere delegato alla sicurezza, il leghista Roberto Caon».  

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