Vigodarzere, fiaccolata anti-profughi

Manifestazione di protesta sotto il municipio. Pavanetto: «Operazione che non serve a nulla». Il sindaco: «La Prefettura mi ha avvertito quando se n’erano già andati»
BELLUCO FIACCOLATA CONTRO PROFUGHI VIGODARZERE
BELLUCO FIACCOLATA CONTRO PROFUGHI VIGODARZERE

VIGODARZERE. A Vigodarzere di profugo non ne è rimasto più nemmeno uno. Domenica notte ne sono arrivati 12, intorno alle due, all’agriturismo Elfiò, ma alle sei erano già partiti con destinazione un altro Paese europeo. Ieri sera si è tenuta comunque, sotto le finestre del municipio in villa Zusto, una fiaccolata, promossa dalle liste di minoranza, cui hanno partecipato una cinquantina di persone, capeggiate dal consigliere Enrico Pavanetto, che è anche assessore provinciale alla Sicurezza.

«Il fatto che siano già andati via significa che questa operazione non serve a nulla», ha dichiarato Pavanetto. «Se c’è da aiutare qualcuno, nessuno di noi si tira indietro, il nostro territorio ha già dimostrato di essere ospitale e generoso. Ma le modalità con cui si è organizzata “Mare nostrum” sono assurde, senza il coinvolgimento delle amministrazioni locali. E a nostro avviso, il silenzio della maggioranza sulla questione dei profughi e del paventato utilizzo dell’ex deposito dell’Aeronautica come struttura di accoglienza, ha fatto sì che il Prefetto abbia scavalcato il Comune, senza prenderlo in considerazione».

I manifestanti hanno chiesto di parlare con il sindaco Francesco Vezzaro, che li ha raggiunti nel parco della villa comunale. «Certo, se la Prefettura ha pensato di avvertirmi soltanto ieri mattina, quando i profughi erano già andati via, qualcosa nell’organizzazione va rivista», ha detto il sindaco. «Tre anni fa accogliemmo quattro persone del Ghana in fuga dalla Libia e organizzammo un percorso di inserimento, formazione e aiuto esemplare, tanto che venimmo persino elogiati dalla Prefettura. La quale, in questa occasione, mi ha spiegato che il Veneto è l’unica regione a non aver accettato il protocollo nazionale sull’accoglienza dei profughi, per cui le Prefetture hanno dovuto saltare le istituzioni pubbliche e ripiegare sui privati. E, infatti, confermo che non è arrivata alcuna richiesta di usare l’ex deposito dell’Aeronautica come struttura di accoglienza. Ma, problemi logistici a parte, è solo quando i Comuni vengono coinvolti nell’accoglienza delle persone, che si può fornire un aiuto migliore a più livelli».

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