Fiamme nella notte a Villanova per la bravata di un gruppo di ragazzini
L’incendio è scoppiato verso le 22 in via Giovanni XXIII, a bruciare una siepe. La sindaca Gaiani: «Non si gioca con gli accendini. Impegnerò i responsabili in attività utili»

Giocando con bombolette e accendini danno fuoco alla siepe. Sono stati minuti di grande spavento quelli vissuti l’altra sera, verso le 22, in via Giovanni XXIII, la strada interna che da via Caltana conduce alla chiesa arcipretale di San Prosdocimo a Villanova di Camposampiero.
La dinamica
Un gruppetto di ragazzi di circa 14-15 anni stava giocando nell’area verde all’imbocco della strada quando improvvisamente la siepe che affaccia in strada si è incendiata. Il fuoco l’ha subito divorata: la siepe si presentava parecchio rinsecchita.
I ragazzi, spaventati, si sono subito allontanati e nessuno si è fatto male. Le alte fiamme sono state notate dai residenti, che hanno allertato il 115. Nell’attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco, in tanti si sono attivati con mezzi propri per tentare di spegnere l’incendio, che rischiava di propagarsi nell’area verde con gravi conseguenze.
L’arrivo dei pompieri
L’arrivo dei pompieri ha continuato l’opera di spegnimento e messa in sicurezza della zona mentre diverse persone assistevano con preoccupazione all’evolversi della situazione. Prima di mezzanotte tutto è stato risolto per il meglio.
Sembra che a dare fuoco alla siepe sia stato un ragazzino in particolare, che è stato subito redarguito. «Il ragazzino ha detto di averlo fatto per sbaglio» dichiara la sindaca Sarah Gaiani, avvertita subito dell’episodio «stava giocando con l’accendino e bomboletta, si è anche spaventato».
«Non si gioca con il fuoco»
«Sicuramente si tratta di una bravata» continua la sindaca «ma è molto importante che i ragazzini sappiano che giocare con il fuoco può essere molto pericoloso e bisogna assolutamente evitarlo. Il ragazzino non dovrebbe passarla liscia del tutto, il “gioco” poteva avere delle gravi conseguenze». La prima cittadina sta pensando di impegnare il gruppetto di ragazzini in qualche attività utile per far capire cosa sarebbe potuto succedere. «Spero che abbia imparato la lezione» conclude Gaiani.
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