Violenza dal partner o dall’ex: quattro donne al giorno chiedono aiuto

Zanni: «Oggi l’80%, dopo la prima chiamata, si affida a noi per uscirne». Lo scorso anno c’è stato un boom di richieste

Edoardo Fioretto
Violenze dal partner o dall'ex: aumentano le denunce
Violenze dal partner o dall'ex: aumentano le denunce

Non sempre la porta si apre bussando. A volte si trova cercando su internet. Lo scorso anno una donna su cinque ha trovato da sola il contatto del Centro Veneto Progetti Donna, 1455 in tutto: una media di quattro al giorno. Una ricerca sui social, una telefonata, il primo passo. Gli accessi autonomi sono passati dal 6,7% al 20% in appena pochi anni. Un dato che racconta quanto la diffusione delle informazioni possa diventare una porta d’ingresso alla richiesta di aiuto.

Ma un dato balza ancor più all’attenzione: la volontà delle donne di uscire da quel ciclo. «Rispetto ad alcuni anni fa, quando il tasso di vittime che sceglieva di intraprendere percorsi psicologici era del 65% dopo il primo contatto, è di recente passato all’80%», spiga Mariangela Zanni, presidente del Centro. Più donne, insomma, fermentano la volontà di scegliere azioni concrete per comprendere il contesto difficile in cui vivono e, potenzialmente, uscirne.

I numeri del centro

Nel corso dell’anno il Centro, attivo a Padova dal 1990 e parte della rete nazionale D.i.Re, ha accolto 1.455 donne portandole a percorsi specifici alle loro esigenze. Il 76% è italiano, ma tra le donne con background migratorio sono state registrate 43 nazionalità diverse. «Le più rappresentate sono moldava, rumena, nigeriana, marocchina e albanese», spiega Zanni.

Le età attraversano tutte le generazioni. Il 23% delle donne ha tra i 18 e i 30 anni, un altro 23% tra i 31 e i 40, mentre il 25% si colloca tra i 41 e i 50 anni. Il resto riguarda donne oltre i 50 anni, con casi che arrivano anche oltre gli 80. Il profilo sociale sfata molti stereotipi: il 76% è diplomata o laureata, il 60% lavora e il 9% è composto da studentesse. Molte comunque le madri: nelle cinque strutture protette (le cui location sono segretissime, anche alle forze dell’ordine) sono state ospitate quasi cento persone: di queste, 48 sono donne e 47 i figli minori.

L’ingresso del Centro in via Tripoli
L’ingresso del Centro in via Tripoli

Violenza tra le mura di casa

Anche l’identità degli autori della violenza conferma una tendenza ormai consolidata. Nel 53% dei casi si tratta del partner attuale, nel 26% dell’ex partner. Le altre situazioni riguardano familiari, amici, colleghi di lavoro o vicini di casa. Appena il 2% degli episodi è attribuito a uno sconosciuto. Un segno di quanto il fenomeno, per quanto ormai noto, si manifesti soprattutto tra le mura domestiche: partner, ex compagni e persino familiari sono in cima alla classifica degli autori di queste violenze.

Le forme di violenza più diffuse sono psicologica, fisica, economica, sessuale e stalking, spesso presenti contemporaneamente nello stesso rapporto. In diversi casi i segni arrivano anche negli ospedali. Il 28% delle donne ha effettuato uno o più accessi al pronto soccorso, per un totale di 367 interventi, con prognosi che in alcuni casi hanno raggiunto 45 giorni.

Non sempre il percorso porta subito alla denuncia. Solo il 33% delle donne accolte ha sporto querela, un dato che rimane stabile nel tempo. Nei centri antiviolenza la denuncia è considerata una possibilità, non un passaggio obbligato. Molte donne affrontano infatti percorsi complessi, segnati da paura, dipendenza economica o dalla presenza di figli.

Il modello del Cav

Il Centro Veneto Progetti Donna lavora secondo il modello della «relazione tra donne», che privilegia ascolto non giudicante, riservatezza e scelte costruite insieme alla persona che chiede aiuto. All’interno del centro tutte le operatrici sono infatti donne, elemento che – per quanto radicale in certe prospettive – rappresenta un solido punto di riferimento per chi vede degli uomini l’origine della violenza che ha subito. L’accesso ai servizi è gratuito e può avvenire anche in forma anonima.

Dal primo giugno 2025 il Centro gestisce il 1522, il numero nazionale antiviolenza e stalking, attivo 24 ore su 24 e accessibile anche via chat. Il servizio garantisce ascolto specializzato e orientamento verso centri antiviolenza, case rifugio e servizi territoriali. Dietro i numeri restano le storie. Nel 2025 sono state 1.455: altrettanti percorsi iniziati con una telefonata. Oltre a Padova, il Centro di via Tripoli gestisce anche quelli di Chioggia e Rovigo. 

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