Violenze sessuali il figlio sarà chiamato a testimoniare

CINTURA URBANA. Era stato assolto dall’accusa di violenze sessuali sul figlio perché la prova risultava insufficiente o contraddittoria. Ma il pm Emma Ferrero, che aveva chiesto 9 anni, ha impugnato quell’assoluzione. Ora il prossimo 16 luglio nuovo processo davanti alla Corte d’appello di Venezia (nella foto): la Procura generale ha intenzione di sollecitare la condanna in linea con la Procura padovana. L’imputato è un 47enne della cintura urbana, magazziniere in un supermercato. È costituito parte civile il figlio, oggi 15enne, con la madre, tutelati dall’avvocato Francesco Miraglia. Il caso aveva fatto doppiamente discutere. Secondo il difensore del padre, il ragazzino era stato manipolato dalla madre. Ecco perché quest’ultima avrebbe accusato il coniuge di abusi sul figlio fin da quando aveva 5 anni. E di aver anche cercato di mettere le mani addosso a una delle figlie del primo matrimonio. Tra i due si era innescata una battaglia legale pure sull’affidamento del bambino (all’epoca dei fatti). Qualche anno fa gli operatori dei Servizi sociali avevano ravvisato per il minore la necessità di un «percorso di revisione» per il suo essere, tra le altre cose, troppo effeminato, vivendo in un ambiente in cui le «figure di riferimento erano solo femminili». E avevano indicato la madre come la responsabile del «comportamento oppositivo» del giovane nei confronti del padre che non voleva più incontrare. Da qui il provvedimento del tribunale dei Minori di Venezia di allontanamento dalla mamma, poi capovolto dai giudici di secondo grado. La battaglia è stata vinta dalla donna e ora l’adolescente vive con mamma e sorelle. A luglio, in occasione del processo al padre, il 15enne sarà chiamato a testimoniare in aula per ricostruire quella brutta storia di violenza. (cri.gen.)
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