Vivere con la corrente del vicino

I Cerchiaro risiedono in una spelonca, il Comune promette da tempo una casa

MONTAGNANA. Vive con 800 euro al mese di cassa integrazione e mantiene tutta la famiglia. Dal gennaio del 2012 cerca di farsi assegnare un alloggio popolare perché la sua casa è inagibile. In più gli hanno tolto l'energia elettrica che faceva funzionare anche il motorino per l'acqua, che poi ha scoperto non essere potabile. Lui è Roberto Cerchiaro, 54 anni, coniugato con Morena Bresciani, e padre di Johnny e Jessica, di 22 e 20 anni, entrambi disoccupati. Tutta la famiglia vive in un casa diroccata di via Pallonga. «Dal gennaio dello scorso anno» esordisce Roberto Cerchiaro «mi presento ogni mese in Comune, dove mi promettono continuamente un alloggio popolare. Un'assegnazione che è sempre stata rimandata, dal sindaco e dal responsabile ai servizi sociali. L'ultima volta, ai primi di aprile di quest'anno, mi hanno detto tra maggio e giugno. Insomma, mi sono proprio stufato. Se la mia non è una situazione di emergenza... non immagino quale lo sarebbe».

A casa Cerchiaro l'energia elettrica manca da gennaio 2012. «Da allora» aggiunge «è trascorso molto tempo. Per fortuna che utilizzo quella di Gianfranco Cortese, un vicino. Mi ha offerto il servizio elettrico senza il quale non potremmo più vivere qui. Quanto all'acqua, c'era un motorino elettrico che ci permetteva di prelevare dal pozzo. Con un esame, effettuato gratuitamente da un amico di mio figlio, abbiamo scoperto che è piena di batteri e quindi non potabile».

Quanto potranno resistere i Cerchiaro in simili condizioni? «Non so quanto resisteremo» continua Cerchiaro «sempre che da un momento all'altro non ci cada tutto addosso. S'è riaperta una larga crepa che mio figlio ha chiuso provvisoriamente utilizzando del nylon e poi abbiamo usato dei pali per sorreggere il tetto. Fin che tiene...».

Roberto Morello

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