«Vizi di forma a Pediatria» Un team legale verificherà la regolarità urbanistica
«L’approvazione del progetto della nuova Pediatria presenta gravi vizi di forma», avevano tuonato i rappresentati delle associazioni culturali e ambientaliste che si battono per la tutela delle Mura. «Tutto è assolutamente regolare e l’edificio sorge su un’area non soggetta a vincoli», ha ribattuto il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Luciano Flor alla conferenza dei servizi di venerdì scorso che ha licenziato il progetto. Ma in quell’occasione il rappresentante delle associazioni Alessandro Campioni (presidente degli Amissi del Piovego) aveva consegnato a verbale una memoria che contestava la compatibilità urbanistica dell’operazione. Quello stesso giorno Flor ha chiesto una verifica che servirà come parere pro veritate.
L’incarico esterno
L’incarico costerà all’Azienda ospedaliera 8.754 euro ed è stato affidato allo Studio Legale Associato Calegari Creuso Lago. L’obiettivo è «la verifica della conformità urbanistico-edilizia del progetto per la realizzazione del nuovo edificio di Pediatria, nonché per la verifica della sussistenza e dell’estensione del vincolo delle mura storiche e della sua interferenza con la costruzione dell’edificio stesso». Insomma sarà necessario fare chiarezza sulle norme che regolano le nuove costruzioni nell’area di via Giustiniani, attraversata come noto dalla cinta cinquecentesca. A gestire il progetto sarà poi il responsabile unico del procedimento, l’ingegner Giorgio Franceschi.
le contestazioni
Con l’accordo di programma, firmato il 22 aprile scorso, l’intera area di via Giustiniani è stata stralciata dall’ambito del centro storico (in cui sono vietate nuove costruzioni) e inserita in zona F, cioè tra le aree destinate a servizi generali. «Il problema è che nella relazione allegato al progetto definitivo, realizzato a febbraio 2020, vengono citate norme non più in vigore, e cioè quelle dell’articolo 42 del piano degli interventi che definisce l’ambito del centro storico», è stata la denuncia dell’architetto ex parlamentare Luisa Calimani. In qualche modo, dunque, il progetto si potrebbe basare su presupposti e riferimenti non più in vigore. Sarà il team legale consulente dell’Azienda ospedaliera a dover adesso assicurarne la compatibilità.
Il vincolo archeologico
Per quanto riguarda, infine, la possibile interferenza del vincolo delle Mura sull’edificio la stessa Soprintendenza ha dato il suo via libera, sulla base di una distanza superiore ai 25 metri rispetto alla cinta e oltre i 10 metri dal canale tombinato San Massimo.
L’unico vincolo esistente su tutta l’area è quello archeologico per cui è prevista la necessità di assistenza di un professionista della Soprintendenza per tutta la durata dello scavo. Proprio oggi è in agenda un incontro per definire meglio questo punto. Nulla però che possa inficiare il progetto esecutivo che sarà elaborato nelle prossime settimane, per poi arrivare entro fine anno alla gara d’appalto dei lavori. —
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