Volantinaggio alla messa Oggi presidio in Prefettura

I 99 lavoratori della Santa Tecla licenziati hanno protestato il giorno di Natale Prima sul sagrato, poi sono entrati in duomo con i cartelli riscuotendo solidarietà
Di Francesca Segato
Este, 23.03.2013.Protesta dei lavoratori della casa di riposo "S. Tecla" di fronte al municipio in piazza Maggiore
Este, 23.03.2013.Protesta dei lavoratori della casa di riposo "S. Tecla" di fronte al municipio in piazza Maggiore

ESTE. Stamattina dalle 10 saranno in presidio davanti alla Prefettura, dove si tiene l’incontro per cercare di mediare la difficile vertenza della Santa Tecla. Il loro dramma intanto l’hanno portato anche alla Messa di Natale in Duomo. Continua la lotta dei lavoratori della Fondazione Santa Tecla, che alla vigilia delle festività natalizie si sono visti recapitare le lettere di licenziamento. Solo una parte dei 99 attuali dipendenti a tempo indeterminato sarà riassunta dalla nuova cooperativa, che sta per subentrare dopo l’esternalizzazione dei servizi socio-assistenziali nella casa di riposo atestina.

Oltre a volantinare fuori dal Duomo alcuni lavoratori sono entrati alla Messa, con i cartelli al collo, trattenendosi per una decina di minuti nelle ultime file. Un gesto che non è piaciuto alla parrocchia. Ma tanta è stata la solidarietà raccolta tra i cittadini. Un anziano ha persino voluto donare 20 euro. Questa mattina la vertenza si sposta davanti al prefetto, dove sono convocati Usb e direzione. A fianco dei lavoratori anche Workers In Action e Rifondazione Comunista. “Ancora una volta la logica della rappresaglia colpisce i lavoratori e le lavoratrici che non si piegano ai compromessi a perdere” scrivono in una nota “alla logica della riduzione del danno che ha ormai come oggetto prevalente, nella pratica delle organizzazioni sindacali Cgil Cisl e Uil, lo scambio di salario e diritti a fronte del precario mantenimento del posto di lavoro. Le lettere di licenziamento sono arrivate alla vigilia di Natale, prima dell'incontro previsto per venerdì 27 in Prefettura, come regalo della fondazione guidata da Don Marco Cagol, delegato vescovile per la Pastorale del lavoro della Diocesi di Padova, in risposta al rifiuto della maggioranza dei lavoratori dell' accordo sindacale che prevede una forte riduzione dei già striminziti salari, come contropartita al mantenimento del posto di lavoro”. Definisce "una vergogna" le lettere di licenziamento prima di Natale il consigliere regionale Santino Bozza. "Ho assistito, in Regione, agli incontri che ci sono stati tra le parti" afferma "e non riesco a capire dove sta il problema, visto che le rette vengono pagate, le integrazioni della Regione di sono e la struttura è piena. Evidentemente il solo problema è la gestione, da parte di chi non è stato in grado di fare il suo lavoro”. Annuncia Bozza: “Proporrò alla Regione di non versare più i contributi alla Santa Tecla e sabato porterò le lavoratrici alla nuova residenza assistita a Cinto Euganeo, per capire se ci sono le possibilità di reimpiegarle”. Per il consigliere regionale del Pd Claudio Sinigaglia “Serve un impegno per la riassunzione di tutti, eventualmente ripristinando il contratto di solidarietà”.

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