Wc “blindati” per i maestri: scoppia la guerra dei bagni

NOVENTA PADOVANA. Sono pochi i gabinetti alla scuola Anna Frank. E di quei pochi, gli insegnanti se ne sono riservati alcuni perché quelli a loro uso esclusivo sono troppo lontani dalle aule. Ora il Consiglio d’Istituto è intenzionato a chiedere la riassegnazione ai bambini dei bagni “espropriati”. A conti fatti, se si escludono i bagni della mensa, della palestra e del personale Ata, ci sono solo 16 wc a disposizione dei 500 alunni, vale a dire uno ogni 31, 25, mentre i 30 insegnanti ne hanno 8, quindi uno ogni 3,75.

La problematica è emersa durante un sopralluogo effettuato dai rappresentanti dei genitori nel Consiglio d’Istituto in seguito alle segnalazioni di scarsa igiene dovuta anche alla difficoltà nelle pulizie considerato l’elevato turn over. Durante il sopralluogo, e nel confronto fra i genitori, la dirigente e il personale Ata, è venuta alla luce una modifica nell’assegnazione dei bagni rispetto a quanto indicato dal progetto originario.
In pratica un blocco di due bagni in ognuno dei due piani in origine destinato agli alunni viene invece usato dagli insegnanti perché i loro bagni sono troppo lontani dalle aule in fondo al corridoio. Così in Consiglio, i genitori hanno proposto la riassegnazione dei 4 wc agli alunni. Nello specifico si tratta di due wc al piano terra, vicino al cortile e facilmente raggiungibili durante la ricreazione, e di due al primo piano, in corrispondenza dei due al piano terra. I rappresentanti dei genitori hanno chiesto di essere supportati nella proposta e hanno lanciato un sondaggio.
La questione della carenza dei servizi igienici allelementare era stata portata anche in sede istituzionale dall’ex consigliera comunale di opposizione Giovanna Carraro, già componente dell’organismo scolastico. Carraro aveva chiesto al sindaco Luigi Alessandro Bisato un ampliamento della dotazione dei wc in quanto la normativa prevede che ci sia un numero di bagni in proporzione alle classi e attualmente ci sono tre wc in meno. Logica vuole che nessuno debba rinunciare ai bagni e che anche gli insegnanti li abbiano raggiungibili.
Tutto avrebbe origine dal fatto che, a detta di alcuni, la Anna Frank è nata insufficiente, sottodimensionata rispetto alle previsioni di natalità. Tanto che le aule speciali sono usate come aule normali pur non avendone la dimensione. Anche la sala mensa risulta piccola e i bambini fanno i turni. All’epoca della progettazione ci fu un fortissimo dibattito su dove posizionare la nuova elementare. L’area di via Cellini ebbe la meglio su quella ben più estesa di fronte alla caserma dei carabinieri. Il problema però esiste e s’ha da affrontare, considerato che per la media Santini si sono spesi oltre 900 mila euro.
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