Zanonato sui profughi: "A Padova ce ne sono 20 e possiamo arrivare a 40"
Il sindaco parla in qualità di responsabile nazionale dell'Anci per l'immigrazione e avanza la sua proposta al ministro Maroni per "rifugiati e richiedenti asilo politico". In Italia sono già 3 mila e si potrebbe raddoppiare. Costo per lo Stato: 35 euro al giorno a persona contro i 65 degli attuali centri di raccolta

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PADOVA. La città è pronta ad accogliere i profughi del Nord Africa. Con numeri, però, diversi da quelli paventati. «In città abbiamo già 20 rifugiati - spiega il sindaco Flavio Zanonato - Siamo disposti a raddoppiare, arrivando fino a 40». La risposta arriva al termine della riunione della commissione di lavoro sull'immigrazione dell'Associazione nazionale Comuni d'Italia (Anci), di cui Zanonato è il responsabile.
«Caserme, campus, college o come li volete chiamare: con i numeri attuali di profughi in arrivo non ce n'è bisogno, basta il programma nazionale per i rifugiati e i richiedenti asilo politico», ricorda il sindaco, svelando la posizione unitaria dell'Anci sulla questione. Il programma («Un gioiellino», conferma il sindaco) si chiama Sprar, è già attivo nel Paese almeno per i 200 Comuni che vi aderiscono.
Lo Sprar, finanziato dallo Stato, prevede in tutta Italia posti per 4.125 profughi (non clandestini): 3 mila ci sono già presenti. E poi «potremmo più che raddoppiare i 1.125 restanti - spiega Zanonato - arrivando anche a ospitarne in totale altri 3 mila, oltre a quelli che già ci sono».
E' questa, quindi, la risposta dei Comuni alla chiamata del ministro Maroni. A patto che «siano coinvolti tutti i Comuni: non che qualcuno s'impegni e qualcun altro no. E che ovviamente siano tutti posti finanziati, perché le municipalità italiane non hanno risorse a disposizione», sottolinea il sindaco.
Zanonato ricorda anche come «vadano escluse alcune situazioni particolari. Per capirci: niente profughi a L'Aquila e nemmeno a Prato, che ha 45 mila stranieri su 190 mila abitanti. Ma queste sono eccezioni». Quello di Prato è un esempio non casuale, che incassa l'applauso di Giorgio Silli, assessore all'Immigrazione della città toscana, Comune amministrato dal centrodestra.
Ma lo Sprar cosa prevede in Veneto? Per ora Padova ospita 20 rifugiati, Venezia 95, Verona 20, Santorso 19, Rovigo 15. Il messaggio a Maroni è chiaro: se tutti fanno la loro parte, il peso dei profughi potrebbe essere spalmato senza bisogno di grossi raggruppamenti nelle città, evitando assembramenti. «Al momento non esiste un piano che ripartisca questi profughi - sottolinea Zanonato - aspettiamo che Maroni decida qualcosa, almeno noi abbiamo una proposta valida da fare».
Un rifugiato, grazie allo Sprar, costa allo Stato 35 euro al giorno, a differenza dei 65 attuali dei centri di raccolta. «E' una situazione temporanea - conclude il sindaco - che può durare dai sei a nove mesi. Al rifugiato si dà una sistemazione, gli si fa fare un corso di lingua e a volte un corso professionale». Ora si tratterà di capire se l'ipotesi sarà presa in considerazione a Roma.
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