Citran, il volto della giustizia in televisione

L’attore padovano nella fiction “Il cacciatore”. E da martedì sarà a teatro: «Con Miss Marple riportiamo il giallo sul palco»

PADOVA. Dal 14 marzo, su Rai2, il volto serio e pacato della giustizia italiana sarà incarnato da Roberto Citran. L’attore padovano sarà infatti, per dodici puntate, accanto a Francesco Montanari nella nuova fiction Rai intitolata “Il cacciatore”, che ricostruisce la controffensiva dello Stato negli anni Novanta, dopo le stragi mafiose del decennio precedente, con la cattura di Brusca e Bagarella. «La serie» racconta l’attore «è tratta da “Il cacciatore di mafiosi”, il libro in cui Alfonso Sabella ha raccontato i suoi anni alla Procura di Palermo: un giovane procuratore dal carattere energico, che entra nel pool creato da Gian Carlo Caselli per colpire la mafia e dare la caccia ai latitanti». E anche se i nomi sono diversi, di fantasia, la storia della fiction è proprio quella e il personaggio di Citran ricalca quello di Caselli.

«Anche se la storia è vera» dice «la scelta dei registi Stefano Lodovichi e Davide Marengo è stata di non imitare i personaggi reali. L’unico tratto esteriore rimasto è che per interpretare la parte del procuratore capo si voleva un attore marcatamente del Nord e così sono arrivato io. Per il resto cerco di interpretare una personalità solida, rigorosa, competente: un modo di pensare e di essere». Fiction quindi, ma strettamente imparentata con la realtà. «Difficile dire che mi sono divertito a fare questa fiction» sostiene Citran «perché la storia vera che c’è dietro è estremamente drammatica ed ha al centro il rapimento del piccolo Di Matteo, figlio di un pentito tenuto prigioniero per più di due anni e infine ucciso. Però è affascinante lavorare su una storia vera. Quello che ho capito, girando, è che dietro la cattura di personaggi come Brusca e Bagarella c’era un lavoro immenso: di mesi se non di anni; ma poi tutto si decideva in poche ore, perché la difficoltà è sempre stata quella di scegliere il momento giusto per agire e gli uomini che raccontiamo si assumevano questa responsabilità».

La fiction è stata girata fra Roma e Palermo, dodici puntate da cinquanta minuti ciascuna. Citran, che pure è stato soprattutto attore di cinema e di teatro, non è nuovo alle serie televisive, ed è già al lavoro sulla prossima, sempre per Raidue. «Ormai» dice «la qualità delle serie televisive è molto alta. Molto vicina a quella cinematografica e talvolta superiore. Rimane una differenza nel modo di raccontare. Al cinema si può ancora coltivare una maggiore lentezza, una maggiore profondità».

Ma per Roberto Citran anche l’amore per il teatro continua. Martedì sarà ad Abano Terme, a fianco di Maria Amelia Monti con “Miss Marple, giochi di prestigio”, commedia tratta dall’omonimo romanzo di Agatha Christie, con la regia di Piepaolo Sepe. Lo spettacolo ha esordito la settimana scorsa, ad Arezzo. «L’idea» spiega Citran «è di riportare a teatro il giallo, sperando di catturare i tanti appassionati del genere. L’ambientazione è molto british, io stesso mi sono fatto crescere baffi e basette per essere in parte: è una commedia che richiede grande equilibrio tra umorismo e tensione per la scoperta del colpevole». Con questo nuovo spettacolo, che girerà l’Italia anche l’anno prossimo e che in Veneto sarà anche a Vicenza e San Donà, Citran torna a quel teatro corale che lo ha visto protagonista, negli ultimi quattro anni con “La scuola”, uno dei maggiori successi del teatro italiano che riprenderà la tournèe anche quest’anno. «Ogni anno» conclude «ci diciamo che lo spettacolo chiude, invece ad aprile, quando finirò con Miss Marple ricominceremo per il quinto anno consecutivo: arriveremo quasi a trecento repliche».

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