Il filo della storia che passa dal Veneto

C’è un filo che lega strettamente il Veneto all’ideale di una economia cattolica, sensibile ai temi sociali, attenta a non separare drasticamente il mondo dei ricchi da quello dei poveri. La lunga stagione che porta dalla “Rerum novarum” di Leone XIII alla “Laudato si’” di papa Francesco ha spesso trovato nel Veneto interpreti attenti e fattivi, capaci di trasporre sul piano pratico la dottrina sociale della Chiesa.
A ripercorrere, sia pur brevemente, il percorso che lega le due encicliche è il segretario di Stato, il cardinale vicentino Pietro Parolin, nella premessa a un libro fotografico che si intitola “Papi e Giubilei. Da Leone XIII a Francesco. In oltre un secolo di cooperazione” (pp 240, 42 euro) edito da Ecra. Tre i temi del libro che convergono nella ricca documentazione fotografica, in parte inedita. Da un lato ci sono i dieci papi che dal 1878 a oggi si sono succeduti. Dall’altro i giubilei, i dieci giubilei che vanno dal 1886, quello di Leone XII, al 2016, quello in corso voluto da papa Francesco. Il terzo elemento è l’economia cooperativa di stampo cattolico, che nasce con la “Rerum novarum” ed è al centro della politica sociale anche di Francesco I.
Il nesso tra il papato di Leone XIII e quello attuale è ben tracciato dal cardinale Parolin, che ricorda come, con la “Rerum Novarum”, la Chiesa si apriva alla questione sociale non demonizzando l’economia in sé, ma la distorsione che si veniva a creare quando gli interessi economici schiacciavano la dignità dell’uomo, consentivano lo sfruttamento, marcavano la povertà come esclusione sociale. Con la “Rerum Novarum”, dice Parolin, la chiesa tracciava una linea netta, che non rinnegava l’industralizzazione, il capitalismo, ma lo voleva etico, impegnato socialmente, alimentato da valori morali: la prima enciclica moderna, per molti versi, ma in continuità con un spirito francescano attento alla povertà: lo stesso spirito che aveva guidato la nascita dei monti di pietà nel tardo medioevo a opera degli stessi francescani. E il cardinale Parolin, vicentino di Schiavon, sa bene che proprio il Veneto è stato incubatore di quella economia sociale e cooperativa che l’enciclica promuoveva. Ma l’opera di Leone XIII si salda - secondo Parolin - con quella di Francesco, così come la crisi finanziara di oggi si salda con quella degli anni di fine Ottocento che avevano spinto Leone XIII a intervenire.
C’è oggi - dice il segretario di Stato - la stessa necessità di trovare rimedio a una società troppo ineguale, troppo appiattita sul calcolo economico. Tema centrale nel pontificato di Francesco, che chiude la galleria di papi che il libro racconta per immagini. Ci sono quelle dolentissime di Giovanni Paolo II, quelle rasserenanti di Giovanni XXIII; c’è lo sguardo severo di Pio X, quello bonario di Giovanni Paolo I, i due papi veneti, e poi Paolo VI, Pio XII: papi sofferenti di fronte alle violenze della storia. Immagini e parole, per raccontare quasi un secolo e mezzo di storia.
Nicolò Menniti-Ippolito
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