Agguato al bus, ai domiciliari sei ultrà reatini. Solo Pellecchia resta in carcere

Lo ha deciso il Riesame. Disposto anche il braccialetto elettronico

(ANSA) - RIETI, 13 LUG - Sei ultrà della Sebastiani basket Rieti, indagati per l'agguato al pullman del Pistoia basket, che il 19 ottobre 2025 costò la vita a uno degli autisti, Raffaele Marianella, raggiunto da una pietra scagliata dalla strada, saranno scarcerati nelle prossime ore. Nei loro confronti sono stati disposti gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Lo ha deciso il Riesame, pronunciatosi sulle istanze presentate da alcune delle difese. Solo Kevin Pellecchia, la cui difesa non ha presentato istanza al Riesame, resterà detenuto. Il 21enne sarebbe l'esecutore materiale del lancio della pietra mortale, in quanto, come ha scritto il gip disponendone l'arresto, "aveva il sasso 'quello a punta' (masso che in effetti sembra corrispondere per forma a quello rinvenuto e repertato all'interno del pullman)". Una circostanza che Pellecchia, ha precisato più volte il suo legale, l'avvocato Andrea Vella, "non ha ammesso né tuttavia escluso" davanti agli inquirenti. I primi tre indagati - lo stesso Pellecchia, insieme a Manuel Fortuna e Alessandro Barberini - erano stati arrestati dalla Polizia all'indomani dell'agguato al pullman. Mentre gli altri 5 - Giuseppe Aguzzi (ex leader della curva della Sebastiani), Luigi Vagni, Francesco Pastorelli, Matteo De Santis e Flavio Perotti (quest'ultimo era già ai domiciliari) - erano stati raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere il 26 giugno scorso, emessa anche a carico di Fortuna, Pellecchia e Barberini per la contestazione aggiuntiva del tentato omicidio. I loro arresti erano stati poi convalidati. Per tutti l'accusa, formulata dal pm Lorenzo Francia, che ha coordinato le indagini condotte da Squadra Mobile e Digos di Rieti, resta quella di omicidio pluriaggravato in concorso per la morte di Marianella e il tentato omicidio pluriaggravato, sempre in concorso, dell'autista che era alla guida del mezzo. Resta confermato l'impianto accusatorio delineato dagli inquirenti e ora la Procura reatina si appresta a formalizzare, a carico di tutti gli indagati, la richiesta di rinvio a giudizio. (ANSA).

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