Allarme per l'IA a sei mesi dal voto in Brasile, 'rischio disinformazione'

Le Chatbot sfidano le regole della giustizia elettorale influenzando gli elettori

(ANSA) - BRASILIA, 17 APR - A sei mesi dalle elezioni presidenziali in Brasile, l'uso dell'intelligenza artificiale riaccende il dibattito sui rischi per il processo elettorale. I chatbot continuano a rispondere a domande politiche degli utenti, mettendo alla prova le nuove norme introdotte dal Tribunale superiore elettorale (Tse) per limitarne l'impatto. Citata da Carta Capital, la presidente del Tse, Cármen Lúcia, ha indicato l'intelligenza artificiale come una delle principali sfide del voto del 2026, avvertendo che un uso improprio può "contaminare le elezioni". Le nuove regole, adottate a marzo dalla Corte, vietano agli assistenti virtuali di fornire raccomandazioni, classifiche o opinioni su candidati e partiti. Nonostante ciò, test condotti dopo l'entrata in vigore delle norme mostrano che diversi chatbot continuano a generare risposte di questo tipo in pochi secondi, eludendo di fatto le restrizioni. Secondo gli esperti, il problema è legato al funzionamento stesso di queste tecnologie, che producono contenuti sulla base di probabilità e dati di addestramento, potenzialmente incompleti o distorti. Esiste inoltre il rischio che gli elettori percepiscano queste risposte come neutrali e le accettino senza spirito critico. Uno studio indica che circa una persona su dieci potrebbe utilizzare l'IA per informarsi sui candidati. In un Paese altamente connesso come il Brasile, questo alimenta i timori di possibili effetti distorsivi nella formazione del consenso. (ANSA).

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