Arretrano le università italiane, 'pochi i fondi per la ricerca '

(ANSA) - ROMA, 01 GIU - Il 79% delle università italiane perde posizioni. Se l'Università Sapienza di Roma si conferma al primo posto in Italia, il nostro Paese registra un forte calo soprattutto a causa delle prestazioni nella ricerca. Il quadro nazionale è desolante a causa dell'intensificarsi della concorrenza globale da parte di atenei ben finanziati. Harvard è in testa, mentre Stati Uniti ed Europa perdono posizioni e la Cina sale. E' il quadro che emerge dalla nuova classifica mondiale «Global 2000» del Center for World University Rankings (Cwur), pubblicata sul sito cwur.org. In particolare, l'Università Sapienza di Roma scende di quattro posizioni, attestandosi al 129mo posto, a causa di cali negli indicatori relativi a didattica, corpo docente e ricerca. L'Università di Padova perde quattro posizioni, arrivando al 182mo posto, mentre l'Università di Milano scende di tre posizioni, fermandosi al 194mo posto, davanti all'Università di Bologna (208) e all'Università degli Studi di Napoli Federico II (243). Completano la top ten italiana l'Università di Torino (245), l'Università di Firenze (273), l'Università di Pisa (293°), l'Università di Genova (294) e l'Università di Pavia (335). "Il declino delle università italiane - commenta Nadim Mahassen, presidente del Center for World University Rankings - riflette anni di finanziamenti inadeguati e la svalutazione della scienza e dell'istruzione come beni pubblici. Le università italiane faticano a offrire un'istruzione di alta qualità, ad attrarre e trattenere talenti e a produrre ricerca di qualità su larga scala. Non si tratta solo di un problema accademico, ma nazionale, perché l'erosione del sistema di istruzione superiore italiano mina lo sviluppo scientifico, l'innovazione e il futuro a lungo termine del Paese". (ANSA).
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