Behncke (Ignv), sull'Etna una 'eruzioncina', non preoccupa

(ANSA) - CATANIA, 27 GIU - "Dopo poco meno di sei mesi, scorre nuovamente la lava in area sommitale - una colatina lenta, timida, carina, ma una cosa già vista, rivista e stra-rivista in questi ultimi tempi. Per fortuna in un luogo distante, e quindi senza alcuna possibilità di creare problemi alle zone abitate, ma ben visibile da tutto il versante orientale, una cosa giusta per la stagione turistica". Lo afferma, su Facebook, il vulcanologo dell'Ingv di Catania, Boris Behncke, sull'attuale fase eruttiva dell'Etna, sottolineando che per gli standard del vulcano attivo più alto d'Europa, questa "attività effusiva è, per ora, molto, molto piccola", ma che è "sempre una novità, e chissà come evolverà nei prossimi tempi". "Notiamo bene - osserva Behncke - che si tratta di un'attività subterminale, cioè strettamente collegata ai crateri sommitali. Non sta, allo stato attuale, producendo quantità significative di cenere (stanno continuando le modeste emissioni di cenere dalla bocca, il cosidetto "pit", sull'alto fianco orientale del cratere Voragine). Quindi abbiamo qui un'attività tutto sommato simpatica, anche se, nella mia opinione molto personale, è un po' troppo "déjà vu", le foto che stanno girando praticamente dal momento in cui la colata è partita, sembrano fotocopie di quelle dell'anno scorso. Da una certa distanza - spiega il vulcanologo - si può apprezzare meglio quello che dà qualcosa di particolare a questa nuova 'eruzioncina': la sua ubicazione strutturale. Questa colata è figlia della Voragine, non del solito Cratere di Sud-Est, ma nemmeno del Nord-Est alla cui base orientale sta uscendo. Sta emergendo dalla parte terminale della frattura che nei giorni precedenti si è sviluppata partendo dal "pit" della Voragine, quella bocca apertasi il mattino del 27 dicembre 2025 in concomitanza con il primo parossismo del Nord-Est di quel giorno. Nella stessa zona, 12 anni fa, si è aperta una bocca, e poi un'altra, che invece erano figlie del Sud-Est. Sono queste - conclude Boris Behncke - le cose che mi fanno impazzire dell'Etna, questa incredibile variabilità e complessità, queste strade che si incrociano in maniera apparentemente arbitraria, ma che hanno un'organizzazione ben precisa, che cambia assetto con ogni singola attività di questo vulcano". (ANSA).
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