Brigata ebraica ad Arci, non si strumentalizzi il dissenso verso Israele

(ANSA) - MILANO, 13 MAR - Proseguono a Milano le polemiche sulla presenza o meno al corteo del 25 aprile delle bandiere di Israele. L'Arci di Milano, attraverso il suo presidente Maso Notarianni, ha inviato alcuni giorni fa una lettera a comunità ebraica e associazioni partigiane chiedendo che le bandiere di Israele non sfilino in corteo e oggi gli ha risposto, sempre con una lettera aperta, il direttore del Museo della Brigata ebraica Davide Romano. I combattenti della Brigata ebraica "imbracciarono le armi sotto la loro bandiera, poi divenuta quella dello Stato di Israele - ha evidenziato -. Lo ripeto in ogni occasione da più di vent'anni, la bandiera della Brigata Ebraica è poi diventata quella dello Stato di Israele. Proporre artificiosamente di distinguere tra le bandiere della Brigata da accettare e quelle di Israele da respingere non ha dunque senso". Secondo Davide Romano "chiunque strumentalizzi il dissenso verso le politiche attuali del governo di Israele per colpire la memoria della Brigata Ebraica si pone fuori da quel valore condiviso - ha aggiunto -. Testi come quello dell'Arci contribuiscono a rinforzare la vulgata che demonizza l'intero stato di Israele, al punto da delegittimare la bandiera della Brigata Ebraica. Un conto è criticare i governi israeliani, che sono criticabilissimi; un altro è demonizzare l'intero movimento sionista e con esso l'intera nazione di Israele". Quindi "distinguere artificiosamente tra Brigata Ebraica e Israele è un errore storico che alimenta l'antisemitismo contemporaneo - ha concluso Romano - travisando il sacrificio di chi combatté il nazifascismo sotto quella bandiera. Saremo in piazza, fianco a fianco con chiunque voglia onorare la Resistenza. Viva la Liberazione, viva la verità storica". (ANSA).
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








