Classifica Qs, bene gli atenei italiani, meglio del resto dell'Ue

Nord e centro trainano, sud in difficoltà. Politecnico Milano top. Mit primo al mondo

(ANSA) - ROMA, 18 GIU - Le università italiane, soprattutto quelle al centro nord, meno le altre, sono in buona salute: mentre la maggior parte dei grandi sistemi universitari europei perde terreno nel QS World University Rankings 2027, di QS Quacquarelli Symonds, l'Italia si muove in direzione opposta. Dei suoi 47 atenei classificati, 26 migliorano la propria posizione e solo 15 arretrano: è l'unico grande sistema dell'Unione Europea con più università in crescita che in calo. Il Politecnico di Milano, in particolare, è il primo ateneo italiano per il dodicesimo anno consecutivo e, salendo di 11 posizioni rispetto alla scorsa edizione, raggiunge l'87mo posto mondiale: il miglior risultato della sua storia e il più alto piazzamento mai ottenuto da un ateneo italiano. Dunque ottime notizie per le università italiane grazie ad una classifica consolidata che valuta più di 1.500 università in 106 sistemi di istruzione superiore, su un indice ponderato di nove indicatori suddivisi in cinque aree. Sul fronte internazionale è sempre il Mit a svettare al primo posto della classifica Qs per il quindicesimo anno consecutivo. Gli Stati Uniti continuano a dominare i vertici, con nove università tra le prime 20, ma il 67% dei loro atenei arretra. La Cina registra la crescita più forte tra i grandi sistemi, con il 72% delle università in salita e il maggior numero di nuovi ingressi. Tornando all'Italia, le università presenti nella top 500 mondiale sono oggi 15, rispetto alle 12 del 2017, e tutte le prime dieci università migliorano la propria posizione in questa edizione. In particolare, l'Università La Sapienza di Roma raggiunge il 111esimo posto mondiale, il miglior risultato della sua storia, dopo aver guadagnato 112 posizioni rispetto al 2017 (+50,2%). L'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna sale al 123esimo posto, in crescita di 85 posizioni nell'ultimo decennio (+40,9%), mentre l'Università di Padova registra uno dei progressi più significativi del sistema, passando dal 336esimo al 204esimo posto mondiale (+132 posizioni, +39,3%). Anche il Politecnico di Torino raggiunge il miglior piazzamento mai ottenuto, salendo dal 305esimo al 206esimo posto (+99 posizioni, +32,5%). La crescita non si esaurisce però negli atenei di vertice. L'Università degli Studi di Milano sale dal 370esimo al 270esimo posto mondiale (+100 posizioni, +27,0%), l'Università di Pisa passa dal 429esimo al 341esimo (+88 posizioni, +20,5%) e l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata registra uno dei progressi più marcati dell'intera top 10 italiana, avanzando dal 479esimo al 342esimo posto (+137 posizioni, +28,6%). Anche l'Università degli Studi di Napoli Federico II migliora sensibilmente rispetto al punto di partenza del decennio, passando dal 478esimo al 401esimo posto (+77 posizioni, +16,1%) ma perde 22 posizioni rispetto allo scorso anno, mentre l'Università degli Studi di Firenze sale dal 451esimo al 409esimo posto (+42 posizioni, +9,3%) ma perde 5 posizioni rispetto all'edizione 2026. Nella top 20 troviamo le università di Trento (+47), San Raffaele (-5), Genova (+28), Milano Bicocca (-2), Siena (+35), Brescia (+69) e Venezia (+60). Germania, Francia, Spagna e Paesi Bassi vedono la netta maggioranza delle proprie università arretrare. Anche il Regno Unito registra un -8%. Tuttavia anche il nostro paese mostra delle debolezze: le città del Nord e del Centro trainano l'avanzata, mentre il Mezzogiorno resta in difficoltà. Infine l'indicatore Esiti Occupazionali peggiora nel 34% degli atenei e nessuna università italiana figura tra le prime 100 al mondo per docenti o studenti internazionali. (ANSA).

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