Dopo 50 anni una targa ricorderà il processo per i crimini della Risiera

(ANSA) - TRIESTE, 28 APR - A 50 anni esatti dalla lettura della sentenza del processo per i crimini della Risiera di San Sabba (16 febbraio-29 aprile 1976 nell'Aula della Corte di Assise del Palazzo di Giustizia di Trieste), domani (ore 12) sarà scoperta una lapide (1,30x90cm) nell'Atrio principale del Palazzo. La lapide è stata realizzata dal Comune di Trieste - Museo e Monumento Nazionale della Risiera con il contributo del Ministero della Cultura, su iniziativa del Comitato iniziative 50 anni Processo Risiera, composto da nove esponenti dei mondi accademico, istituzionale, associativo, tra cui Štefan Čok (Biblioteca Nazionale Slovena e Studi / Narodna in Študijska Knjižnica - NŠK), Franco Cecotti (Ass. naz. Ex Deportati - Aned, Sezione Trieste), Laura Famulari (Dir. amministrativa Corte d'Appello di Trieste), Paolo Alessio Vernì (magistrato). La lapide reca un testo in italiano, sloveno e inglese: "In questo Palazzo di Giustizia dal 16 febbraio al 29 aprile 1976 si celebrò il processo per i crimini compiuti durante l'occupazione nazista (settembre 1943 - aprile 1945) all'interno della Risiera di San Sabba, oggi monumento nazionale". La realizzazione della lapide fa parte del programma celebrativo dei 50 anni del processo del 1976, promosso dal Comitato e co-organizzato con il Comune di Trieste e l'Università di Trieste. Il programma include oltre alla lapide, la mostra "Il processo per i crimini della Risiera di San Sabba" nel Palazzo di Giustizia e il convegno "Il processo della Risiera di San Sabba del '76, mezzo secolo dopo" (Università Trieste, 15 e 16 maggio 2026), sulla ricostruzione delle vicende storiche e agli aspetti giuridici del processo. Le iniziative per il 50/o del processo della Risiera fanno anche parte del programma culturale del Museo e Monumento Nazionale della Risiera per l'81/o Anniversario della Liberazione, 25 aprile 2026. "L'importanza di questa iniziativa è che ci sia una memoria di quello che è accaduto e che questa si trasmetta alle future generazioni: dopo i decenni di silenzio seguiti al processo, che sappiano ciò che è avvenuto", ha commentato Laura Famulari, ideatrice dell'iniziativa. (ANSA).
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