Educare all'uguaglianza di genere, a Firenze il corso di Cecchettin

Mille gli insegnanti iscritti alle lezioni

(ANSA) - FIRENZE, 21 MAR - Sono mille gli insegnanti della scuola dell'infanzia e della primaria che hanno partecipato a Firenze al corso nazionale di formazione 'Educare all'uguaglianza di genere, fin dall'infanzia', promosso dalla Fondazione Giulia Cecchettin e dal dipartimento Forlilpsi dell'Università di Firenze. Si tratta della prima esperienza strutturata in Italia di formazione rivolta agli insegnanti sul tema dell'educazione e della parità di genere: più di 1.300 le domande ricevute, oltre il numero massimo previsto, da Toscana (54,3%), Veneto (30,6%) e Puglia (15,1%), queste le regioni coinvolte nella fase pilota del progetto oltre alla provincia di Trento. La grande maggioranza dei candidati è donna (97,6%). Il programma prevede 4 moduli per un totale di 60 ore, tra videolezioni, studio autonomo e verifiche finali: si svolgerà in modalità online fino a novembre. Accanto alla formazione il progetto sarà accompagnato da una ricerca nazionale, coordinata dal dipartimento formazione, lingue, intercultura, letterature e psicologia dell'Ateneo fiorentino, che analizzerà la consapevolezza di genere del corpo docente, i bisogni formativi e le competenze sviluppate durante il percorso: i risultati saranno presentati pubblicamente in un report previsto per la fine del 2027. "L'obiettivo è estendere il corso a tutta Italia e farlo diventare un percorso accademico e culturale sistematico", ha spiegato Gino Cecchettin, padre di Giulia. Il fatto che la maggioranza dei candidati sia al femminile secondo Cecchettin è dovuto al fatto che "gli insegnanti sono maggiormente donne". "Intervenire presto è fondamentale: nella scuola dell'infanzia e nella primaria si formano le prime rappresentazioni di sé e degli altri e prendono forma molti degli stereotipi che influenzano il modo in cui bambine e bambini guardano al mondo - ha detto Irene Biemmi, responsabile scientifica del corso e del progetto di ricerca -. Per questo abbiamo scelto di lavorare con le insegnanti e gli insegnanti che accompagnano le prime fasi della crescita, offrendo strumenti per riconoscere questi condizionamenti culturali e promuovere percorsi educativi più consapevoli e inclusivi". (ANSA).

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