Enpa, 'sospendere il declassamento del lupo, mancano dati certi'

(ANSA) - ROMA, 13 FEB - In vista del prossimo 17 febbraio quando il Senato discuterà e voterà, nell'ambito della legge di delegazione europea, il declassamento del lupo da specie "rigorosamente protetta" a "protetta", l'Enpa torna a chiedere che il declassamento venga sospeso e l'avvio di monitoraggi scientifici aggiornati e trasparenti su scala nazionale. Soprattutto dopo che "oltre alla contrarietà espressa dalla Regione Campania, anche alcuni esponenti della maggioranza hanno sollevato dubbi sulla grave carenza di dati scientifici attendibili e recenti sulla reale consistenza della popolazione". "Lo stesso Governo, attraverso le dichiarazioni del sottosegretario Claudio Barbaro, ha ammesso che non esiste una stima aggiornata sull'intero territorio nazionale" e che "l'ultima valutazione risale al 2021 ed è basata su stime, quindi su dati approssimativi". Secondo Enpa e le associazioni ambientaliste e animaliste, "questa ammissione conferma quanto già denunciato nella conferenza stampa del 5 febbraio contro il declassamento: mancano i presupposti scientifici per modificare lo status di tutela della specie. Non solo. L'eventuale declassamento potrebbe aprire la strada ad abbattimenti che - sottolineano le associazioni - non sono imposti da alcun obbligo normativo. Al contrario, l'Italia è tenuta a garantire uno stato di conservazione favorevole, che oggi non risulta dimostrato". Alla pressione del bracconaggio, che secondo le stime causa oltre 300 uccisioni l'anno, si aggiungono i risultati di una ricerca recente pubblicata sulla rivista Biological Conservation, basata sull'analisi del Dna di 774 lupi deceduti, che ha rilevato un tasso di ibridazione pari al 46,7%. Un dato che, secondo Enpa, "ridimensiona ulteriormente il numero dei lupi geneticamente 'puri' presenti nel nostro Paese e rafforza la necessità di tutele stringenti". (ANSA).
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