Famiglia nel bosco, Cantelmi 'genitori informati del ricovero il giorno dopo'

'Non hanno chiamato Catherine'. 'Perché la mamma non può stare con la bimba?'

(ANSA) - VASTO, 06 MAG - "Si continua a gestire questa triste faccenda della famiglia smembrata con una sostanziale insensibilità. La Garante Nazionale per l'Infanzia ha fatto benissimo a sollevare il problema: perché la mamma, in questa circostanza straordinaria, non può stare vicino alla bimba?". Così, oggi, all'ANSA lo psichiatra Tonino Cantelmi, perito incaricato dai legali che assistono la 'famiglia nel bosco', che racconta quanto sta accadendo dopo il ricovero di una dei bambini in ospedale. "Domenica sera - ricostruisce Cantelmi - per la bimba è stato predisposto un ricovero d'urgenza, avrebbero cercato verso le 22 Nathan, il cui cellulare era però spento - aggiunge Cantelmi -. Nessuno, e ribadisco nessuno, ha pensato di chiamare Catherine, il cui cellulare era raggiungibile. Solo il giorno dopo i genitori hanno saputo che la bimba era stata ricoverata". Lo psichiatra prosegue: "Viene loro concesso di visitarla, ma alla presenza di un'operatrice della casa famiglia, senza alcuna intimità. Sono tre notti che accanto alla bimba ricoverata non ci sono i genitori. Ieri ho fatto chiedere dagli avvocati l'autorizzazione alla tutrice per parlare da medico, su richiesta dei genitori, con la primaria. Nessuna risposta, ad ora. Non ho dubbi: in questa circostanza sono i genitori, che ripeto non sono né delinquenti né abusatori e perfino sani di mente, secondo la perizia della Ctu, che dovrebbero stare vicino alla bimba. E in quanto medico, su richiesta dei genitori, ho il diritto e il dovere di interloquire con i medici del reparto". (ANSA).

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