Favino, corteo pro Gaza? 'Non dimentichiamo potenza del cinema'

Ogni occasione giusta per ricordare da che parte si vuole stare

(ANSA) - LIDO DI VENEZIA, 31 AGO - "I festival sono sempre stati momenti di riflessione, il cinema da sempre si occupa di quello che succede nella realtà. Questo non vuole dire che debba specificatamente raccontare un tema. Io ero a Cannes lo scorso anno e c'era già un conflitto in corso, e lo stesso due anni fa. Tendiamo a scordarci che i film possano parlare alle persone, in concorso ce ne sono alcuni che parlano chiaramente di certi temi. È chiaro che ci debba essere anche essere libertà di manifestare, di dire la propria, che questi eventi possano essere delle lenti di ingrandimento sugli avvenimenti che ci circondano". Lo dice Pierfrancesco Favino rispondendo - nella conferenza stampa per Il maestro di Andrea Di Stefano (fuori concorso) - a una domanda sulla mobilitazione per Gaza alla Mostra del Cinema di Venezia. Però "continuo a pensare che ciò che si può fare è chiedere, e lo dico io a mio nome, che diplomaticamente gli Stati risolvano questa situazione - aggiunge -. Da cittadini del mondo ed europei, chiedere all'Europa di avere un atteggiamento molto chiaro verso quello che sta accadendo cercando di risolverlo". Dopodiché "ognuno ha la libertà di esprimerlo come vuole, ma non vorrei che in tutto questo si sottovalutasse la potenza e la capacità del cinema di saper raccontare un mondo, probabilmente anche di saper risvegliare alcune coscienze, sennò (il cinema, ndr) diventa solo narcisista. Comunque ogni occasione è sacrosanta per ricordare da che parte di vuole stare. Penso che qualsiasi artista stia dalla parte della bellezza, e io non conosco niente di più pacifico al mondo della ricerca della bellezza. Penso che il più grande ricordo sulla pace che si possa avere, se si crea bellezza si cerca la pace". (ANSA).

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