Fine vita: Cappato, scelta politica dietro decisioni su caso Oppelli

C'è stato un cambiamento assoluto dietro la posizione di Asugi

(ANSA) - TRIESTE, 26 MAR - "La Regione Fvg è stata la prima nella quale il servizio sanitario aveva messo a disposizione un medico per realizzare l'aiuto medico alla morte volontaria, non ci sono stati altri casi in Italia. C'è stato un cambiamento assoluto della posizione di Asugi, pare evidente che ci sia dietro queste decisioni una scelta politica che è stata imposta ai dipendenti del servizio sanitario di Regione Fvg". Lo ha detto Marco Cappato, rappresentante legale dell' associazione Soccorso civile e tesoriere dell' associazione Luca Coscioni, incontrando i giornalisti dopo essersi autodenunciato. Cappato lasciando la Questura ha spiegato che nel caso di Martina Oppelli è stato "rifiutato illegittimamente il diritto di proposta di iniziativa legislativa a livello popolare", riferendosi alla sentenza della Corte costituzionale la quale in materia di fine vita ha "confermato che è competenza delle Regioni legiferare su questo tema, ovviamente nel rispetto della legge nazionale". Quindi, "è un dovere dei diritti di democrazia dei cittadini e delle cittadine riprendere l'esame di quel testo di legge". Cappato ha sottolineato: "Delle due l'una: o la Regione Fvg ha commesso un reato nella violazione dei diritti di Martina Oppelli a ottenere la morte volontaria, come noi riteniamo, oppure il reato lo abbiamo commesso noi che l'abbiamo aiutata a ottenere questo diritto in un altro Paese". In tal senso, "abbiamo chiesto alla giustizia di esprimersi su questo". Cappato ha anche segnalato che la autodenuncia non era stata fatta subito dopo la morte di Martina Oppelli "perché aveva lei denunciato il servizio sanitario del Fvg. Ora che questa posizione è stata archiviata" dall' autorità giudiziaria, "è doveroso accertare le responsabilità di quello che è accaduto. Siamo a piena disposizione della giustizia", ha concluso. (ANSA).

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova