Flotilla, 'per gli attivisti in Libia altri 30 giorni di detenzione'

Tra di loro due italiani. I legali 'annullata l'udienza, non sappiamo dove sono'

(ANSA) - ROMA, 10 GIU - Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, i due attivisti italiani fermati in Libia lo scorso 24 maggio e tuttora trattenuti, "per nove giorni non hanno visto nessun giudice e ad oggi, passati 18 giorni, non hanno ancora mai parlato con un avvocato. Nessuna accusa è stata loro formalizzata". A dirlo è Enrica Rigo, avvocata del team legale della Global Sumud Flotilla, nel corso di una conferenza stampa alla Camera organizzata per chiedere la liberazione immediata dei dieci attivisti internazionali, tra cui i due italiani, fermati in Libia. Nel corso della conferenza stampa è stato spiegato che l'udienza prevista ieri per i dieci attivisti è stata annullata "senza preavviso" e che il procuratore di Bengasi ha disposto il prolungamento "delle indagini, e di conseguenza della detenzione, per altri 30 giorni per disporre ulteriori accertamenti". Rigo ha aggiunto che "ieri due avvocate incaricate si sono recate al centro di detenzione in cui dovevano essere detenuti i due italiani, ma non li hanno trovati. Di fatto il luogo di detenzione non è noto. Questa è una detenzione arbitraria e segreta, tecnicamente siamo vicini alle sparizione forzata". La portavoce italiana di Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, ha ricordato che Centrone e Alberizia hanno ricevuto oggi la visita del console italiano Francesco Colombo: "Ci hanno spiegato che sono in condizioni dignitose, e noi aggiungiamo che ci mancherebbe altro, dato che non hanno commesso alcun reato". (ANSA).

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