Frana di Silvi, la Procura di Teramo apre un fascicolo per crollo colposo

(ANSA) - SILVI, 01 APR - La magistratura teramana accende i fari sul fronte franoso che dal 28 marzo scorso sta sconvolgendo l'abitato di Silvi Paese. Nella giornata di oggi, il sostituto procuratore Stefano Giovagnoni, componente del gruppo della Procura specializzato nei reati ambientali, ha effettuato un dettagliato sopralluogo nell'area colpita per verificare di persona lo "stato dell'arte". Il magistrato ha provveduto alla raccolta di materiale fotografico e video, documenti visivi che da oggi compongono l'ossatura di un fascicolo d'indagine, al momento aperto senza indagati. L'ipotesi di reato è quella di crollo colposo o altro disastro. L'obiettivo è fare piena luce sulla storia urbanistica e ambientale del versante: si punta a verificare se, nel corso degli anni, le condotte e le procedure autorizzative siano state rispettose delle normative vigenti e, soprattutto, se siano stati sottovalutati rischi idrogeologici già noti o prevedibili. Utile al lavoro della Procura risulta anche la relazione dei geologi del Dipartimento nazionale della Protezione civile intervenuti ieri a Silvi Paese: l'acquisizione di ulteriore documentazione tecnica e amministrativa presso gli enti competenti servirà a stabilire se il dissesto sia da imputare esclusivamente all'eccezionalità degli eventi meteorologici di questi giorni o se esistano responsabilità legate a una mancata o errata gestione del territorio. Non è escluso anche che la Procura voglia individuare un perito che studi e riferisca sulla situazione. Mentre la Procura muove i primi passi sul piano giudiziario, prosegue l'emergenza sul fronte civile. Proprio oggi si è proceduto allo sgombero forzato di due famiglie, le ultime che ancora risiedevano nell'unica delle quattro abitazioni coinvolte dalla frana risultata inizialmente agibile. Il peggioramento delle condizioni del terreno per le abbondanti piogge e il rischio di nuovi crolli hanno reso inevitabile il provvedimento di evacuazione, portando a nove il numero totale degli edifici dichiarati inagibili o sgomberati in via precauzionale. (ANSA).
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








