Frode da oltre 20 milioni nel commercio di bovini a Cuneo

(ANSA) - FOSSANO, 20 MAR - Si ipotizza una "frode carosello" che sarebbe andata avanti almeno dal 2018 nelle carte dell'inchiesta Golden Beef, condotta dai finanzieri della tenenza di Fossano (Cuneo). Le indagini delle fiamme gialle cuneesi hanno portato alla segnalazione all'autorità giudiziaria di undici persone, di cui alcuni appartenenti a una storica famiglia piemontese di allevatori. Al centro un complesso agricolo di Centallo che era utilizzato come base logistica. Gli accertamenti hanno evidenziato l'emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre venti milioni di euro, cui si aggiungono i conseguenti omessi versamenti dell'Iva e di imposte dovute, per un valore superiore ai sei milioni. Il sistema prevedeva l'acquisto di bovini vivi di razze Limousine, Blonde d'Aquitaine, Charolaise e Meticce da operatori commerciali di Francia e Spagna, sfruttando il regime di non imponibilità Iva. Una volta introdotti in Italia, per il tramite di società cartiere interposte fittiziamente, gli animali venivano rivenduti applicando l'imposta sul valore aggiunto ai clienti finali nazionali, a un valore inferiore rispetto a quello di acquisto intracomunitario. Tale meccanismo ha consentito ai destinatari finali della merce - allevamenti e macelli - di ottenere un duplice vantaggio illecito: da un lato, l'acquisto degli animali a prezzi inferiori rispetto al valore normale di mercato, dall'altro la possibilità di maturare indebiti crediti Iva. Sulla base degli elementi raccolti, l'autorità giudiziaria ha delegato l'esecuzione di numerose perquisizioni in diverse regioni del territorio nazionale (Lazio, Piemonte, Calabria, Toscana, Lombardia, Sicilia), con il sequestro di materiale informatico e documentazione riconducibile a quattro società. (ANSA).
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