Garlasco: Taccia, Sempio rassegnato, perplesso ma ha profonda forza di spirito

(ANSA) - CASALE MONFERRATO, 04 LUG - "E' rassegnato perché sa che le autorità devono fare il proprio lavoro, ed è perplesso per le troppe continue cattiverie e stupidità". Così, ricordandone però anche "la profonda forza di spirito", l'avvocato Angela Taccia, componente del pool difensivo, parla di Andrea Sempio, il 38enne indagato per il caso Garlasco. Lo ha fatto, oggi, ospite a Casale Monferrato (Alessandria) dell'incontro organizzato al Castello da Nero Crime e Arte Criminologica. Un appuntamento a quasi 9 mesi da quello di metà ottobre che ha visto sempre ospiti l'avvocata Taccia e Armando Palmegiani, criminologo, criminalista e consulente di Sempio. Proprio ieri tutta la difesa è stata a Garlasco per una serie di "esperimenti empirici" per ricostruire tecnicamente percorsi di quella giornata di 19 anni fa da Casa Poggi. "Abbiamo dedicato un po' di tempo a valutare e capire ipotesi di spostamenti, anche dal retro della villetta di via Pascoli. Torneremo e andremo anche tra i rovi. Lo vogliamo fare perché, al di là delle indagini scientifiche, le attività tradizionali hanno un grande valore". Sempre ieri, Taccia e Palmegiani hanno incontrato il loro assistito. A preoccupare il 38enne è mamma Daniela dopo il tentato suicidio di qualche settimana fa. "E' un momento delicato - aggiunge Palmegiani - per lei e per chi le sta intorno. Meno male che Andrea tiene e deve tenere. Mamma Daniela è molto provata, vista la delicatezza della situazione e i ripetuti attacchi cui è esposta la sua famiglia, ma anche noi, sul fronte professionale e personale. Forse perché abbiamo centrato alcuni punti chiave sollevati dalla difesa Stasi". Senza entrare nello specifico, il pool difensivo fa sapere di avere ascoltato, e volere ascoltare in futuro, diverse persone vicine a Sempio. Attualmente sono stati definiti anche due lavori tecnici e altrettanti di analisi generale. La certezza è "la profonda forza di spirito di Andrea". "E' riuscito a tenere il controllo - ricorda Taccia - anche quando Fabrizio Corona si è presentato in ospedale a Vigevano durante il ricovero della mamma. Ha dimostrato, ancora una volta, di essere esattamente come quando eravamo ragazzini: all'epoca, infatti, lo chiamavamo 'Gandhi' per la capacità e la volontà di risolvere ogni cosa con il dialogo". (ANSA).
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