Giorno della Memoria, da Auschwitz un monito al mondo di oggi

(ANSA) - VARSAVIA, 27 GEN - "La vostra esperienza, così crudele e difficile da immaginare, è diventata il fondamento della nostra memoria; è un tesoro, una guida, un monito", ha detto il direttore del Museo di Auschwitz, Piotr Cywiński, ai sopravvissuti durante la commemorazione dell'81° anniversario della liberazione del campo di concentramento tedesco di Auschwitz. "La vostra esperienza, carissimi, così dolorosa e difficile, così crudele e difficile da immaginare, è diventata il fondamento della nostra memoria. Per questo, oggi, nella tempesta delle sfide e delle minacce odierne, è il nostro tesoro, la nostra guida, un suggerimento, un monito. È il nostro potere: individuale e sociale. Pertanto, ogni giorno dovrebbe iniziare con un senso di gratitudine, il nostro, per voi, i Sopravvissuti", ha detto Cywiński. Il direttore del museo ha sottolineato che in tempi di rapidi cambiamenti, in periodi di instabilità, tutti noi cerchiamo punti di riferimento e aiuto nella Memoria. "La Memoria è il nostro rifugio, il nostro sostegno, una fonte di valutazione delle situazioni più difficili. È da essa che nascono la necessità e la gerarchia dei nostri passi e delle nostre azioni. La memoria è potere. Proprio come l'esperienza. "Memoria ed esperienza sono essenzialmente concetti gemelli. (...) Sono come tesori, come segnali stradali, come suggerimenti e avvertimenti", ha affermato Cywinski. Durante la cerimonia commemorativa del 81 anniversario della liberazione del più grande campo nazista da parte del Armata rossa nel 1945 non ci sono stati i discorsi dei politici: il presidente polacco Karol Nawrocki e numerose delegazioni diplomatiche hanno ascoltato le testimonianze degli ultimi superstiti del campo. La cerimonia si è conclusa con le preghiere guidate da rappresentanti di diverse comunità religiose. Parlando in un altro momento, dopo la deposizione dei fiori, Nawrocki stamattina ha detto che Auschwitz è la prova della barbarie dell'ideologia nazionalsocialista, che ha trovato una casa in Germania; è un simbolo di indifferenza in questo paese per la morte di innocenti e l'indifferenza dell'Europa occidentale per ciò che stava accadendo in Polonia tra il 1939 e il 1941". (ANSA).
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