Il consorzio della plastica in amministrazione giudiziaria per un anno

Amministrazione giudiziaria per un anno per Corepla, il consorzio nazionale attivo nel recupero dei rifiuti di imballaggio in plastica, per agevolazione colposa a favore di una società consorziata sottoposta a procedimento penale per illeciti nella gestione dei rifiuti plastici. Secondo quanto emerso dalle indagini, i responsabili del consorzio non avrebbero effettuato controlli effettivi e adeguati per neutralizzare il rischio di una gestione illecita dei rifiuti. Nel provvedimento si legge che "Corepla non ha effettivamente controllato la filiera della gestione dei rifiuti, verificando la reale capacità imprenditoriale, l'organizzazione e l'operatività di Synextra Spa e più in generale dei Centri di Selezione e Stoccaggio", omettendo di assumere "tempestive e adeguate iniziative" per neutralizzare o contenere il rischio di un'illecita gestione dei rifiuti. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Milano, Sezione Misure di prevenzione, su proposta della Dda, dal pm Paolo Storari con l'aggiunto a capo della Dda Calogero Piscitello, ed è stato eseguito dalla Dia di Milano e dal Reparto operativo del Comando carabinieri per la Tutela ambientale e la Sicurezza energetica. Corepla riunisce circa 2.500 società consorziate e 7.534 Comuni. Si tratta della prima applicazione in Italia dell'amministrazione giudiziaria prevista dall'articolo 34 del Codice antimafia fondata su delitti contro l'ambiente, dopo l'entrata in vigore del cosiddetto decreto "Terra dei fuochi", che ha inserito questi reati tra quelli che possono giustificare l'adozione della misura. L'amministratore giudiziario avrà poteri di controllo sull'attività del consorzio. La misura, spiega la Procura, ha una funzione di "tutoraggio" per rimuovere le criticità organizzative e gestionali, rafforzare i controlli e impedire che l'attività del consorzio possa ulteriormente agevolare soggetti economici coinvolti in condotte illecite nel settore ambientale. (ANSA).
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