Il Giorno compie 70 anni, tra rivoluzione grafica e grandi scrittori

(di Francesca Brunati) (ANSA) - MILANO, 18 APR - E' stato molto più di un quotidiano che ha rivoluzionato il modo di fare informazione uscendo dagli schemi e da una impaginazione monocorde proponendo il colore, oroscopo e fumetti. Il Giorno, fin da quando è nato, 70 anni fa, ha dato vita a un vero e proprio cenacolo letterario. A raccontare, in chiave inedita, la storia di un giornale che ha esordito sulla scena milanese il 21 aprile 1956 e che ha ospitato gran parte dei più illustri scrittori italiani della seconda metà del Novecento, è il libro 'Quelli che..Il Giorno', edito All Around, scritto da Mario Consani con Stefano Passarelli. Il debutto di quel quotidiano a colori, con una grafica lontana da quella tradizionale, ha di certo stupito il pubblico ma ha pure avuto un effetto quasi 'magnetico' su gran parte degli intellettuali italiani che ad uno ad uno si sono ritrovati a collaborare con le sue pagine culturali. E così a fianco di giovani che poi sono diventati le firme più prestigiose del giornalismo italiano, e che si sono formati in una redazione che occupava un edificio in via Settala, vicino alla Stazione Centrale, si sono ritrovati i "giganti" della letteratura. Fin dall'inizio hanno trovato spazio, accanto a illustratori come Tullio Pericoli, Pier Paolo Pasolini, con i suoi racconti della domenica in cui descriveva le 'fatiche' legate alle riprese di 'Accattone', il suo primo film, di 'Mamma Roma' e di 'Medea', occasioni per mettere in luce il suo legame artistico con Anna Magnani e Maria Callas. Sono suoi i reportage di viaggi nel Sud Italia e in India oppure sul calcio. Oltre a lui, sulle colonne del quotidiano, che ben presto si attesterà tra i principale del nostro Paese, scriveranno autori del calibro di Carlo Emilio Gadda, Italo Calvino, Giorgio Bassani, Umberto Eco e Carlo Cassola. E ancora, Goffredo Parise, Natalia Ginsburg, Giorgio Manganelli, Attilio Bertolucci, Fernanda Pivano, e Leonardo Sciascia. Nomi dirompenti nel mondo della letteratura nazionale e internazionale e che fanno parte di un lunghissimo e "impressionante" elenco. Hanno offerto ai lettori de Il Giorno storie uniche. Ad esempio i racconti di fantascienza di Primo Levi poi rac.colti in un libro, Le Storie Naturali, con lo pseudonimo di Damiano Malabaila. Uno stratagemma voluto dalla casa editrice che gli suggerì di prendere un minimo le distanze da questi argomenti che parevano essere lontani dai temi della Shoah da lui scandagliati. Anche Sciascia affidò a Il Giorno alcuni suoi scritti inediti: sono le voci raccolte in un viaggio nei luoghi più reconditi della sua Sicilia. Ma oltre a ciò, Consani e Passarelli - che per salvare la memoria del quotidiano lanciano un appello per la digitalizzazione dell'archivio storico, ora solo cartaceo - , narrano di 'scene dalla redazione', crocevia di cultura ma pure di uomini con i loro caratteri, spigolosi o bonari, con la loro ironia e il modo di affrontare la vita. Uno fra tutti è il bisticcio tra Gadda e Murialdi, sorto attorno a un "irresistibile" titolo dato dal giornalista-caporedattore, 'Il cetriolo del Crivelli', a una recensione del collaboratore-scrittore di una mostra del pittore veneto noto per i 'puzzle' di frutta e verdura che si era tenuta a Palazzo Ducale a Venezia. Gadda se la prese davvero tanto al punto che si allontanò dal giornale fino a quanto non ci fu una intervista riparatrice: la missione, che andò a buon fine, venne affidata ad Alberto Arbasino. (ANSA).
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