Il 'paese dei coltelli' contro il decreto sicurezza, 'chiederemo correttivi'

Il comune di Frosolone, in Molise, teme ricadute per l'economia locale

(ANSA) - FROSOLONE, 16 FEB - In un comune conosciuto come il "paese dei coltelli", dove la tradizione artigianale affonda le radici nella storia e dove il fatturato derivante dalla vendita di forbici e coltelli raggiunge i 20 milioni di euro l'anno, le restrizioni del decreto sicurezza spaventano l'amministrazione e le aziende che, con quel fatturato, alimentano l'economia locale. Per questo Pasquale Rocco De Lisio, il sindaco di Frosolone - paesino da poco meno di tremila abitanti in provincia di Isernia - ha firmato una lettera indirizzata al governo per chiedere correttivi e chiarimenti sul provvedimento che, altrimenti, potrebbe avere pesanti ricadute sul territorio. "L'Amministrazione comunale - scrive il primo cittadino - ribadisce il pieno sostegno agli obiettivi di sicurezza perseguiti dal governo, ma ritiene necessario distinguere con attenzione tra l'uso illecito di strumenti e la produzione artigianale e industriale di qualità, destinata a impieghi legittimi e professionali. Un approccio non calibrato rischierebbe di colpire indiscriminatamente imprese sane, con conseguenze occupazionali ed economiche rilevanti per l'intero territorio". "Allora, faccio un esempio - ha detto il sindaco all'ANSA - per quanto riguarda la stretta sulle lame superiori a 5 centimetri dobbiamo capire come bisogna misurare, se dal manico o solo la lama. E per i coltelli dei macellai? E i coltellini venduti come souvenir?". L'obiettivo dell'amministrazione - conclude il primo cittadino - è quello di "contribuire in maniera fattiva alla bozza e tutelare i nostri produttori, distinguendo con attenzione tra l'uso illecito di strumenti e la produzione artigianale e industriale di qualità, destinata a impieghi legittimi e professionali". (ANSA).

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