Il Papa agli ortodossi, siamo chiamati a costruire la pace

"In passato malintesi e conflitti, non torniamo indietro"

(ANSA) - ISTANBUL, 30 NOV - Cattolici e ortodossi debbono camminare insieme per essere nel mondo costruttori di pace: lo ha detto il Papa nel corso della Divina Liturgia al Patriarcato ortodosso, ultimo suo discorso in Turchia prima di proseguire verso il Libano. "Ci sono stati molti malintesi e persino conflitti tra cristiani di Chiese diverse in passato, e ci sono ancora ostacoli che ci impediscono di essere in piena comunione, ma non dobbiamo tornare indietro nell'impegno per l'unità", ha detto Papa Leone. Quindi ha elencato tre "sfide" da affrontare insieme. "Innanzitutto, in questo tempo di sanguinosi conflitti e violenze in luoghi vicini e lontani, i cattolici e gli ortodossi - ha sottolineato il Pontefice - sono chiamati ad essere costruttori di pace. Si tratta certamente di agire e di porre delle scelte e dei segni che edificano la pace, ma senza dimenticare che essa non è solo il frutto di un impegno umano, bensì è dono di Dio. Perciò, la pace si chiede con la preghiera, con la penitenza, con la contemplazione, con quella relazione viva col Signore che ci aiuta a discernere parole, gesti e azioni da intraprendere, perché siano veramente a servizio della pace". Per il Papa poi "un'altra sfida che le nostre Chiese devono affrontare è la minacciosa crisi ecologica" che "richiede un'autentica conversione spirituale per cambiare direzione e salvaguardare il creato. Cattolici e ortodossi siamo chiamati a collaborare per promuovere una nuova mentalità in cui tutti si sentano custodi del creato che Dio ci ha affidato". Infine "una terza sfida che vorrei menzionare è l'uso delle nuove tecnologie, specialmente nel campo della comunicazione. Consapevoli degli enormi vantaggi che esse possono offrire all'umanità, cattolici e ortodossi devono operare insieme per promuoverne un uso responsabile al servizio dello sviluppo integrale delle persone, e un'accessibilità universale, perché tali benefici non siano solo riservati a un piccolo numero di persone e a interessi di pochi privilegiati". (ANSA).

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