Il tabaccaio di Trentini, 'avevo sognato di rivederlo a casa'

(ANSA) - VENEZIA, 12 GEN - "C'è stato un sogno premonitore di rivederlo a casa, l'ho confessato solo alla mamma, qualche settimana fa". Lo racconta Davide Ghedin, tabaccaio a 100 metri dalla casa al Lido di Venezia in cui è cresciuto Alberto Trentini e in cui vivono ancora i genitori. Il suo esercizio, come tutti quelli della via, è addobbato con palloncini tricolore sull'onda di un'idea della fruttivendola alcuni civici più in là. "La cosa più bella, per me e il mio titolare, è di poter dire da domani a sua mamma 'buona giornata' senza sentirci in colpa. Perché sembrava quasi una presa in giro dirlo a una signora che sta passando quella cosa". In questi 14 mesi, Ghedin ha spesso visto i genitori, clienti abituali, a cui mette ogni giorno da parte i giornali, ma "dopo che c'è stato il blitz contro Maduro sabato scorso i genitori hanno smesso di uscire, secondo noi qualcosa si stava muovendo". E anche con Trentin, vista l'età simile, la conoscenza dura da una vita: "Veniva a prendere le sigarette qua da me perché io ho tanti clienti e li associ per le sigarette che comprano, quelle cose semplici di tutti i giorni". Prima dell'età delle sigarette "siamo cresciuti assieme anche senza magari frequentarci quotidianamente, eravamo nella stessa scuola, ma io ero avanti di un anno". La felicità è quella di un'intera comunità: "Siamo tutti contenti, anche perché la maggior parte della gente nostra frequenta la parrocchia". E ora "spero che il parroco e tutte le persone che frequentano la parrocchia organizzino una bella festa. Ecco, secondo me una festa a livello di quartiere sarebbe bella. Ad Alberto non saprei neanche cosa dire, perché penso che una parola sia poca e due siano troppe. Gli darei un abbraccio". (ANSA).
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








