Incidente scuolabus, 13enne alla madre 'ho visto la morte in faccia'

(ANSA) - MAZARA DEL VALLO, 30 MAG - "Credetemi, vorrei fare dimenticare a mia figlia cosa è successo, con mio marito ci proviamo ma so che è difficile". Angela, 49 anni, ha la voce rotta dall'emozione e tutta la notte non ha dormito per controllare sua figlia, 13 anni, studentessa di terza media e una dei nove alunni che ieri erano sullo scuolabus che si è capovolto in via Salemi a Mazara del Vallo, dopo lo scontro con una Nissan Qashqai senza assicurazione e condotta da un uomo senza patente. La ragazza, che ha riportato un ematoma a un gamba ed è stata già dimessa, continua a ripeterle: 'mamma ho visto la morte con gli occhi'. Angela parla con l'ANSA da casa sua a Borgata Costiera, una frazione di Mazara del Vallo dove si conoscono tutti. "Qui siamo una grande famiglia - dice Angela mentre ricorda i momenti di ieri - è stata mia figlia a chiamare col cellulare di una signora che glielo ha prestato mi diceva: mamma abbiamo avuto un incidente. Io le chiedevo dove si trovavano e lei mi diceva che erano vicino Borgata Costiera. Poi la telefonata si è interrotta. Con mio marito abbiamo vissuto secondi di panico. Ho richiamato mia figlia al telefonino ed è riuscita a dirmi che si trovavano in via Salemi. Una volta giunti sul posto - aggiunge la madre della 13enne - abbiamo avuto davanti una scena drammatica: quel pullman capovolto e tutti i bambini seduti a terra. Sono stati gli assistenti Vito e Daniela a tirarla fuori. Per fortuna sta bene - conclude Angela - ma continua a ripetere: mamma, ho visto la morte in faccia". Altre mamme di bambini, che abitano a Borgata Costiera ieri si trovavano a mangiare la pizza a pranzo. Racconta Manuela: "mia figlia di 10 anni non era su quello scuolabus - ricorda - ma quando è arrivata la telefonata a una mamma che era con noi per dirle che la nipote era sullo scuolabus è successo l'inferno". "Alcune - ricostruisce - siamo rimaste coi bambini ancora nel locale, altre, invece, sono andate sul posto dell'incidente e in ospedale". E Manuela aggiunge: "quei bambini sono anche nostri figli perché li vediamo giocare ogni giorno" e "li vediamo crescere" e per noi "è stato un colpo al cuore apprendere quella notizia". (ANSA).
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








