Liliana Segre alla posa delle pietre d'inciampo a Milano 'li ricordo tutti'

(ANSA) - MILANO, 22 GEN - Anche la senatrice a vita Liliana Segre ha voluto partecipare alla posa delle nuove pietre di inciampo a Milano, che ricordano davanti a quella che fu la loro casa i deportati nei campi dì sterminio dal regime nazifascita, oppositori politici o ebrei. Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, ha presenziato alla posa delle pietre dedicate alla famiglia Morais-Tedeschi, Carlo e Ida, i genitori, e Graziella e Alberto i figli, che aveva conosciuto quando da ragazzina era stata imprigionata a San Vittore con il padre, prima di essere deportata nel campo di sterminio. "Io sono ancora qui, a 95 anni a ricordarli uno per uno - ha detto la senatrice a vita -. Dopo così tanti anni di distanza il mio ricordo è chiarissimo, io ero una ragazzina e avevo 13 anni, e per la colpa di essere nata ero stata arrestata insieme a mio papà, ed eravamo a San Vittore". Lì è avvenuto l'incontro con la famiglia Morais, "mio papà guardava questa signora, la mamma, e notava che era molto affettuosa - ha spiegato Segre -. Quando arrivò l'ordine di partenza non sapevamo dove saremmo andati, che la meta sarebbe stata il campo di concentramento". Il padre di Liliana Segre sapeva che avrebbero separato uomini e donne e così chiese alla signora Morais se poteva tenere accanto a sé anche sua figlia Liliana, che aveva perso la mamma anni prima. "Mi promette che guarderà anche alla mia bambina? Aveva chiesto mio padre e questa signora disse di sì - ha raccontato la senatrice -. Arrivammo ad Auschwitz, eravamo prigionieri che dovevamo morire, e lì avvenne quella divisione tra uomini e donne". Liliana Segre ha spiegato che di solito obbediva sempre al padre che le aveva detto di stare accanto alla signora Morais, ma quando le chiesero se era sola disse di sì e quindi venne divisa dalla famiglia. "La famiglia Morais venne mandata dall'altra parte, feci di tutto per tornare con lei ma non ci fu nulla da fare - ha concluso -, io sono ancora qui a 95 anni a ricordarli uno per uno". Con le pietre posate nel 2026, oggi e a marzo, diventeranno 245 quelle collocate a Milano. "Abbiamo visto storie diverse e riportato a casa persone che non vogliamo dimenticare - ha sottolineato la presidente del Consiglio comunale di Milano Elena Buscemi -, e così le riportiamo alla collettività, con queste pietre. Mettendo le pietre di inciampo sui marciapiedi presso le abitazioni dove vivevano, così che ognuno passando di qui potrà ricordarsi di loro". (ANSA).
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