Memoria e resilienza, Orcolat racconta il sisma del '76 in Friuli

(ANSA) - TRIESTE, 25 FEB - Un racconto corale che intreccia memoria, identità e resilienza del Friuli. Così si presenta Orcolat, il documentario sul terremoto che colpì il Friuli nel 1976 del regista Federico Savonitto. Prodotto da Lucio Scarpa e Marco Caberlotto, Orcolat sarà presentato in anteprima il 28 febbraio alle 16.30 e alle 18.45 a Cinemazero nell'ambito di Aspettando Pordenone Docs Fest e domenica 1 marzo alle 20.30 al Cinema Teatro Sociale di Gemona. Orcolat è una produzione Kublai Film con Rai Cinema, con il contributo di Fvg Film Commission - PromoTurismoFvg e il sostegno del Fondo per l'Audiovisivo del Fvg; sarà distribuito nelle sale dal 2 marzo. Con la voce narrante di Bruno Pizzul, il documentario intreccia mito e realtà esplorando sia le teorie sismiche sia la leggenda dell'Orcolat, creatura mitologica associata ai terremoti locali. Le immagini di repertorio, molte provenienti dalle collezioni della Cineteca del Friuli, catturano la distruzione e le testimonianze dei sopravvissuti ricordano il caos e la disperazione dei primi giorni dopo la tragedia ma anche la voglia di ricostruzione. In un dialogo costante con l'oggi, il racconto procede attraverso le voci di artisti, sportivi, scrittori, studiosi fra cui Dino Zoff, Fabio Capello, Manuela Di Centa, Paolo Rumiz, Tullio Avoledo, Gian Paolo Gri, Esther Kinsky, Davide Toffolo e lo stesso Pizzul, costruendo un mosaico emotivo e collettivo di un momento storico che ha segnato in modo indelebile il territorio e la sua gente. Il terremoto - introduce una nota - emerge come un evento ancora vivo nell'immaginario, anche per il modello di ricostruzione che il Friuli ha saputo offrire e che risuona come un monito di fronte agli stravolgimenti ambientali contemporanei. "Orcolat è un film sull'ascolto: della terra, delle sue fratture visibili e invisibili, e delle storie che continuano a muoversi sotto la superficie del tempo", spiega il regista. Accompagnano la narrazione le musiche dei Tre Allegri Ragazzi Morti, di Elisa e Lorenzo Commisso. (ANSA).
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