Morì bloccato a terra, due vigilantes assolti per un 'errore scusabile'

Motivazioni Corte Milano, 'presidiavano obiettivo sensibile e lo ritennero un pericolo'

(ANSA) - MILANO, 13 LUG - All'ennesimo "tentativo di varcare l'accesso del passo carraio" della sede di Sky di Rogoredo, a Milano, "posto in essere" da Giovanni Sala "con un tasso di violenza più elevato", appare "senz'altro scusabile l'errore in cui sono incorsi i due imputati maturando la giustificata persuasione di trovarsi ancora esposti ad un pericolo attuale ed incombente di illegittima intrusione nell'obiettivo sensibile da loro presidiato". E che "dovevano garantire", convinti "di trovarsi di fronte ad un malintenzionato", con la "conseguente decisione di atterrare il giovane immobilizzandolo e tenendolo a terra" anche "in posizione prona per neutralizzarne i movimenti". Lo scrive la Corte d'Assise di Milano nelle motivazioni della sentenza con cui il 14 aprile ha assolto le due guardie giurate imputate per omicidio preterintenzionale per la morte di Sala, 34 anni, bloccato a terra tra il 19 e il 20 agosto 2023 davanti alla sede Sky mentre era "in evidente stato di alterazione". Sala, secondo il pm Alessandro Gobbis che aveva chiesto condanne fino a 6 anni, morì per arresto cardiaco, dopo essere stato anche "trattenuto" a terra con un ginocchio sulla sua schiena "per 4 minuti" e colpito con due pugni, in particolare da uno dei due imputati. I due vigilantes, invece, sono stati ritenuti "non punibili" sulla base delle "circostanze non conosciute o erroneamente supposte" in relazione alla "scriminante putativa" dell'aver agito "nell'adempimento di un dovere". Entrambi, scrive la Corte, hanno "agito nel modo accertato sul pur errato convincimento di così svolgere il ruolo loro demandato dall'attività di vigilanza" a presidio "di un obiettivo sensibile di fronte ad un soggetto, in quel momento e per quanto a loro conoscenza un malintenzionato che voleva entrare in Sky a tutti costi". Un errore "scusabile". Diversa la lettura del pm che ricorrerà in appello, così come i familiari della vittima, parti civili coi legali Andrea Orabona e Giulia Piva. Avvocati che ritengono la sentenza "totalmente erronea, in fatto e soprattutto in diritto". (ANSA).

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