No Tav, agli arresti domiciliari nota attivista e portavoce del movimento

(ANSA) - TORINO, 23 APR - Ermelinda Varrese, nota attivista e portavoce storica del movimento No Tav in Val di Susa, questo pomeriggio è stata posta agli arresti domiciliari, a Bussoleno, nel Torinese, per via di una condanna definitiva. A renderlo noto è stato lo stesso movimento che si oppone alla linea ad Alta Velocità Torino-Lione. "I fatti risalgono al novembre del 2012 durante un'iniziativa delle Donne in Movimento contro la violenza sulle donne e in occasione della visita dell'allora ministra Cancellieri. In quell'occasione una poliziotta, all'epoca vicequestore aggiunto presso il commissariato San Donato a Torino e spesso presente nel cantiere di Chiomonte, ha denunciato Ermelinda per averla, a detta sua, oltraggiata con frasi sessiste e offensive", spiegano i No Tav. "Il processo - aggiungono - conclusosi nel febbraio 2016 con una condanna a 6 mesi e 15 giorni, era già stato di per sé una farsa. Rispetto alla condanna, ad Ermelinda era stato posto il beneficio della sospensione condizionale, subordinato al pagamento di 2.500 euro da devolvere al fondo assistenza per il personale della polizia di Stato, cosa che lei, per coerenza, si è rifiutata di fare e per cui oggi si trova in detenzione domiciliare". "Chiunque conosca anche solo un minimo Ermelinda, sa benissimo non aver mai pronunciato frasi sessiste e volgari verso una donna, neanche quelle in divisa - continuano i No Tav - . Quello che però 'Erme' ha sempre ben espresso durante iniziative e manifestazioni, è la rabbia giusta di un popolo e un territorio che viene costantemente violato ed abusato da un'opera inutile, dannosa e imposta. Le sue grida sono sempre state note per essere fastidiose e scomode per i 'tutori dell'ordine in valle', ma un conto è pagare il prezzo di una lotta giusta, un conto è essere condannata per frasi mai proferite e infamanti". (ANSA).
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