Nuove protesi d'anca con tecnica mininvasiva per la prima volta in Italia

L'intervento al Policlinico Abano

(ANSA) - PADOVA, 07 LUG - Il reparto di Ortopedia e Traumatologia del Policlinico Abano ha impiantato due protesi d'anca in ceramica con tecnica chirurgica mininvasiva. E' la prima volta in Italia. L'équipe diretta Antonio Camporese, responsabile dell'unità operativa della struttura sanitaria di Abano Terme, nel Padovano, ha eseguito l'intervento su un uomo di 54 anni e una donna di 52, entrambi affetti da grave artrosi dell'anca e dimessi dopo tre giorni dall'operazione. La metodica, indicata per pazienti giovani e attivi con patologia artrosica dell'anca, è quella del resurfacing che, a differenza della convenzionale protesi totale d'anca, preserva gran parte della testa e del collo del femore in quanto vengono sostituite solo le superfici articolari danneggiate. L'evoluzione in questo ambito è rappresentata dal materiale impiegato per riparare l'osso danneggiato. La protesi resurfacing H1 è infatti la prima ad avere superfici articolari completamente in ceramica, che è un materiale altamente biocompatibile, resistente all'usura e che non rilascia ioni metallici. All'impiego del dispositivo innovativo è abbinata la tecnica mininvasiva di accesso anteriore per la collocazione della protesi, che rispetta maggiormente muscoli e tessuti molli e che favorisce un recupero funzionale più rapido. La protesi è composta di due parti: quella che viene posizionata sulla testa del femore, che ha la forma di una cupola con la parte esterna in ceramica, e quella interna in titanio che incapsula l'osso e va a integrarsi con esso, previa eliminazione dei residui di cartilagine. Il pezzo dal lato dell'acetabolo ha la forma di una coppa con l'interno in ceramica e l'esterno in titanio e si integra con l'osso. "In questi casi, la fissazione è press-fit, avviene cioè senza cemento, in modo da permettere alla protesi di integrarsi biologicamente con la superficie ossea", spiega Camporese. "L'intervento è mininvasivo grazie alla tecnica anteriore, che rispetta maggiormente muscoli e tessuti molli e che può favorire un recupero funzionale più rapido". (ANSA).

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