Oil, oltre 840.000 decessi all'anno legati a rischi psicosociali sul lavoro
(ANSA) - GINEVRA, 22 APR - Oltre 840.000 persone muoiono ogni anno a causa di malattie legate a rischi psicosociali sul lavoro, secondo un nuovo rapporto globale dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil). Questi rischi - come orari prolungati, precarietà del posto di lavoro e molestie sul luogo di lavoro - sono principalmente associati a malattie cardiovascolari e problemi di salute mentale, incluso il suicidio, spiega l'Organizzazione. Intitolato "Il luogo di lavoro psicosociale: sviluppi e percorsi d'azione globali", il rapporto rileva inoltre che questi rischi sono responsabili di quasi 45 milioni di anni di vita persi a causa di disabilità (DALY) ogni anno, ovvero gli anni di vita sana persi a causa di malattia, disabilità o morte prematura. Questi fattori causano inoltre perdite economiche pari all'1,37% del Pil globale annuo, afferma un comunicato dell'Ilo pubblicato oggi a Ginevra. "I rischi psicosociali stanno diventando una delle sfide più importanti per la salute e la sicurezza sul lavoro nel mondo del lavoro contemporaneo", osserva Manal Azzi, responsabile del team per le politiche e i sistemi di salute e sicurezza sul lavoro presso l'Oil. La cifra di oltre 840.000 decessi all'anno si basa su due principali fonti di dati. La prima riguarda la prevalenza globale di cinque principali fattori di rischio psicosociale sul lavoro: stress lavorativo (elevate richieste unite a scarso controllo), squilibrio tra sforzo e ricompensa, precarietà del posto di lavoro, orari di lavoro prolungati, molestie e violenze sul luogo di lavoro. La seconda è costituita da studi scientifici che dimostrano come questi rischi aumentino la probabilità di gravi malattie come malattie cardiache, ictus e disturbi mentali, incluso il suicidio. Questi livelli di rischio sono stati poi applicati dall'Ilo ai dati globali più recenti sulla mortalità e sulla salute per stimare il numero di decessi e di DALY, attribuibili a tali rischi. (ANSA).
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