Omicidio in centro a Bologna, la pena definitiva è 9 anni e 4 mesi

La decisione della Cassazione, l'arresto dei carabinieri

(ANSA) - BOLOGNA, 11 MAR - È definitiva la sentenza di condanna per Domenico Checchi, 34enne bolognese processato per l'omicidio di Marouane Bechir, tunisino 42enne ucciso a colpi di tirapugni durante una lite, tra il 24 e il 25 maggio 2023, nell'appartamento di via del Borgo di San Pietro, nel centro di Bologna, dove Checchi viveva. L'uomo morì nell'ascensore del condominio, per le ferite. La lite avvenne per motivi di droga. La pena stabilita dalla Cassazione per l'omicidio è nove anni e quattro mesi di reclusione con pene accessorie, interdizione legale durante la pena e interdizione dai pubblici uffici perpetua. In primo grado l'imputato venne condannato a dieci anni e otto mesi per l'omicidio più due anni e due mesi per detenzione di stupefacenti e porto illegale di un taser. La sentenza era stata confermata in appello, ma la Suprema Corte ha annullato senza rinvio per il delitto principale, stabilendo una nuova pena e ha annullato con rinvio ad un appello bis per i reati di droga e di armi. Checchi è difeso dall'avvocato Gianluigi Pieraccini. Raggiunto a casa dai Carabinieri della stazione Bologna Indipendenza, dove si trovava sottoposto agli arresti domiciliari, il 34enne, su ordine della Procura generale, è stato portato in carcere per scontare la pena residua, ricalcolata in 7 anni, 5 mesi e 20 giorni di reclusione. (ANSA).

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