Omicidio Nada Cella: appello della criminologa, 'gli imputati parlino'

Antonella Delfino Pesce: 'Su di me falsità enormi. Cecere mi contattò'

(ANSA) - CHIAVARI, 16 GEN - Parla all'indomani della sentenza di primo grado sul delitto Nada Cella la criminologa Antonella Delfino Pesce, rivelando un particolare che finora non era stato reso noto. Annalucia Cecere, condannata a 24 anni per l'omicidio, la contattò nel 2021, poco prima della riapertura delle indagini: "Una telefonata a cui non sono riuscita a rispondere in tempo. Dopo non ha più risposto ai miei tentativi di ricontattarla". Erano passati due anni dalle altre telefonate, quelle con le minacce di morte, che Delfino Pesce ha registrato e fornito agli inquirenti. Dice di avere ancora paura, anzi di averne "più di prima" dopo il verdetto. La biologa barese è la persona che ha riaperto il cold case sul delitto di via Marsala, risalente al 1996, mettendo insieme i vari indizi mai considerati su Cecere. Ieri la corte d'assise di Genova le ha dato ragione. Insieme alla presunta autrice materiale del delitto è stato condannato per favoreggiamento Marco Soracco, il datore di lavoro della vittima. Il momento della verità Delfino Pesce lo ha trascorso a Chiavari, in casa della mamma di Nada, l'85enne Silvana Smaniotto. Non lo aveva detto a nessuno: "Non volevo lasciar sola Silvana. Ho pensato che se fosse arrivata l'assoluzione avrebbe avuto bisogno di me". E poi, aggiunge pensando ai primi incontri con la vedova Cella, "in quella casa tutto è cominciato ed era giusto continuare lì". La notizia è arrivata da Silvia Cella, la cugina di Nada, via Whatsapp: "Ho fatto una faccia allucinata e Silvana se n'è accorta. Quando le ho detto che c'era scritto della condanna, ha pensato che avessi sbagliato a leggere". "Ieri c'è stato un grande punto fermo, ma non è finita. Bisogna tener duro fino alla fine" aggiunge, menzionando anche le accuse subite: "C'è stata un'animosità spropositata e fuori luogo, a volte mi hanno nominata, in senso dispregiativo, come 'quella che va a cavallo' o 'la veterinaria' (Delfino Pesce è laureata in veterinaria e appassionata di ippica, ndr). Sono state dette falsità enormi sul mio conto e una parte della discussione è stata centrata su di me". Si rivarrà? "Mi è stato consigliato di querelare e sentirò un legale a febbraio. A me però non piace essere parte in causa in questi litigi. Ai difensori degli imputati mi sento di dire che io comunque sono andata a testimoniare, a differenza dei loro assistiti". Un appello lo riserva a loro, Cecere e Soracco, parlando di ciò che ancora manca in questa vicenda: "Credo che manchi la voce dei due imputati: stiamo aspettando da trent'anni, è arrivato il momento che parlino". (ANSA).

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