'Per gli iraniani impossibile il silenzio, il mondo ci aiuti'

(ANSA) - ROMA, 12 GEN - "Ciò che sta accadendo oggi in Iran ha un filo diretto con la ferita aperta nell'autunno del 2022, quando fu uccisa Mahsa Amini. Quella rivolta non fu semplicemente una protesta contro un singolo atto di violenza; fu il momento in cui una società capì che il problema non era la riforma di un comportamento o di una legge, ma l'intero sistema. 'Donna, Vita, Libertà' ha rimodellato la memoria collettiva del Paese: ha spezzato la paura e reso impossibile il silenzio. Tre anni dopo, la stessa società è tornata in piazza, questa volta sotto la pressione combinata della repressione politica e del collasso economico". A dirlo all'ANSA è Hasti Diyè, 43 anni, insegnante di francese iraniana fuggita dal suo paese dopo essere finita piu' volte in carcere. Oggi vive ad Istanbul. "L'Iran oggi non ha bisogno di un'altra guerra che arrivi dall'estero, né di nuove sanzioni. L'esperienza ha dimostrato che le sanzioni hanno schiacciato la gente comune molto più di chi detiene il potere", prosegue. "Avevo programmato di tornare la scorsa settimana in Iran - racconta - ma i voli sono stati cancellati; sto cercando anche in queste ore di tornare nel mio paese. Internet è completamente interrotto e da oltre una settimana non ho notizie della mia famiglia, di mia sorella, dei miei amici. La preoccupazione è insopportabile. Nelle prossime ore proverò di nuovo, a qualunque costo, a tornare in Iran". (ANSA).
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