Ponte Morandi: difesa Castellucci, in 50 anni nessun esperto intuì difetto

- GENOVA, 30 MAR - "Oggi sappiamo che la causa del crollo è un difetto di costruzione individuato a 1,8 metri dalla sommità della pila 9 lato mare del viadotto, ma dei difetti costruttivi non si è mai fatta menzione nei 35 punti delle contestazioni dell'accusa". Lo ha detto l'avvocato Giovanni Paolo Accinni, difensore di Giovanni Castellucci (insieme ai colleghi Guido Carlo Alleva e Sarah Bignazzi) nella prima udienza delle conclusioni del processo in corso per il crollo che vedono l'ex numero uno di Autostrade il principale imputato. "Per questo è stata chiesta una perizia supplementare dopo l'incidente probatorio e le risultanze della perizia del nostro consulente Gian Michele Calvi - ha spiegato Accinni - dicono che l'unico modo per accertare il degrado reale fosse intercettare la cavità in un solo punto della sommità dello strallo, ma come si può pretendere questo visto che il difetto si poteva identificare solo per caso? E nessuno dei grandi esperti che si sono occupati del ponte in 50 anni aveva mai intuito che potesse esserci quell'errore di costruzione". "La pubblica accusa - ha detto Accinni a margine dell'udienza - ha chiesto 18 anni e mezzo per un innocente e l'ingegner Castellucci è già in carcere da innocente, ma noi restiamo oltremodo sereni perché siamo certi che il tribunale guarderà la verità negli occhi e saprà preservarla e farla rispettare". Giovanni Castellucci sta seguendo le conclusioni dei suoi avvocati - che proseguiranno fino a giovedì - in collegamento dal carcere di Opera dove sta scontando la pena per la strage del bus di Avellino.
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